La vita e l’opera di Veno Pilon (1896 – 1970, Ajdovscina, Slovenia) si sono sviluppate lungo un tormentato e significativo percorso incominciato a Gorizia e proseguito in Unione Sovietica, a Praga, Firenze, Venezia, Vienna, Roma e Lubiana. Fino a giungere a Parigi, dove Pilon stabilì il suo studio nel 1928. Solo nel ’68, due anni prima di morire, abbandonò la capitale francese per tornare a casa.
La mostra, curata da Franca Marri, nasce dall’antologica allestita lo scorso anno alla Moderna Galerija di Lubiana e presenta opere provenienti soprattutto dalla Pilonova Galerija di Ajdovscina. Sono esposti un notevole numero di disegni, incisioni, quasi una ventina di olii oltre ad alcune opere inedite, per lo più preparatorie. Nell’esposizione si
La mostra presenta un artista la cui opera pittorica nasce da una realtà oggettiva che è successivamente elaborata secondo canoni espressionisti (lo stesso Pilon si dichiarò tale). Tuttavia, un misurato senso della sfumatura e del colore, soprattutto negli olii, lo iscrivono in una scuola italiana. Alcune sue vedute, per silenziosità e luce, si accordano con evidenza ad opere contemporanee di Carlo Carrà.
Sicuramente articolata è anche la raccolta di ritratti, sia disegni, sia incisioni.
Talvolta ironico, talvolta pessimista, talvolta più delicato o lirico, Pilon utilizza, oltre alla matita, al pastello e alla china anche la linoleumgrafia, l’acquaforte o la litografia e, di volta in volta, attraverso il segno che contraddistingue la tecnica che sceglie, aggiunge
Interessanti anche le vedute carsiche che, così come gli ambienti nei quali vengono raffigurati i suoi personaggi, sono isolate e drammaticamente vuote.
Il catalogo riporta gli interventi critici di Enrico Crispolti, Franca Marri e Irene Mislej (curatrice della Pilonova Galerija). Corredato da circa centocinquanta illustrazioni, risulta uno buono strumento attraverso il quale conoscere o approfondire l’opera di questo artista.
giulio aricò
mostra vista il 4 settembre 2003
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