E’ una rassegna impegnativa e dolorosa questa dedicata all’opera di Anton Zoran Music (Gorizia, 1909). Una rassegna nella quale si ritrovano tutti i profondi cambiamenti vissuti dai molti artisti (come George Grosz, Otto Dix o Max Beckmann) che furono intimamente segnati dagli orrori e dalle inevitabili trasformazioni causate dalla seconda guerra mondiale.
La situazione del mondo aveva scardinato molte certezze, stravolgendone anche linguaggi e tematiche dell’arte. Music ebbe la sfortuna di vivere in prima persona tali esperienze, essendo stato internato nel campo di concentramento di Dachau
L’immensità delle nefandezze viste in prima persona non abbandonò mai l’immaginario dell’artista goriziano. Anche nei decenni seguenti il tema centrale della sua pittura, pur se proposto in modi stilisticamente anche molto differenti, rimase la tragedia della condizione umana. La sua solitudine, le sue mancanze. In questa visione s’inserisce anche l’avvicinamento stilistico all’opera di Francis Bacon (1909-1992). Ai suoi tipici stravolgimenti nei volti e nei lineamenti dei soggetti ritratti. Distorsioni capaci di trasmettere un intenso senso di alienazione e sofferenza interiore. Non è difficile comprendere quanto Music debba essersi sentito vicino all’artista inglese.
Fondamentali anche le sezioni dedicate ai paesaggi collinari (solitamente umbri e senesi), sempre spogli ed essenziali, con una cromìa caratterizzata da felicissimi e sapienti abbinamenti cromatici.
articoli correlati
Storie di ordinaria ossessione
Da Tiziano a de Chirico – La ricerca dell’identità
Figure del presente
L’atelier Lacourière-FrélantOttant’anni – 40 mostre
elena londero
mostra visitata il 9 novembre 2003
Il Turner Prize 2026 annuncia i quattro finalisti: Simeon Barclay, Kira Freije, Marguerite Humeau e Tanoa Sasraku. La mostra al…
Nella project room della galleria Mondoromulo, a Benevento, una mostra condivisa di Vincenzo D’Argenio e Fabrizio De Cunto affronta il…
La giuria della Biennale Arte 2026 ha annunciato che non prenderà in considerazione i Padiglioni della Russia e di Israele…
Caro Alberto è il progetto collettivo che riattiva il metodo di Garutti: dopo le tappe a Roma e Recanati, le…
Un viaggio suggestivo lungo le vie della seta, tra secoli di storia e territori lontani, dove ogni dettaglio assume un…
Fino al prossimo 25 aprile, presso Palazzetto Tito, la mostra “Forme d’argilla” ricostruisce cento anni di produzione in ceramica in…