Categorie: friuli v. g.

fino al 30.V.2004 | Music | Gorizia, Palazzo Attems

di - 24 Novembre 2003

E’ una rassegna impegnativa e dolorosa questa dedicata all’opera di Anton Zoran Music (Gorizia, 1909). Una rassegna nella quale si ritrovano tutti i profondi cambiamenti vissuti dai molti artisti (come George Grosz, Otto Dix o Max Beckmann) che furono intimamente segnati dagli orrori e dalle inevitabili trasformazioni causate dalla seconda guerra mondiale. 
La situazione del mondo aveva scardinato molte certezze, stravolgendone anche linguaggi e tematiche dell’arte. Music ebbe la sfortuna di vivere in prima persona tali esperienze, essendo stato internato nel campo di concentramento di Dachau nell’inverno del 1944. Ed ecco le pile di cadaveri, accatastati o gettati come rifiuti, presenti in numerose opere. Drammatiche, essenziali, spoglie. Dove la spersonalizzazione dei prigionieri, il mancato riconoscimento di un’identità sono amplificate dalla scelta di utilizzare una ridottissima gamma cromatica che spesso sfocia in una quasi totale monocromia.
L’immensità delle nefandezze viste in prima persona non abbandonò mai l’immaginario dell’artista goriziano. Anche nei decenni seguenti il tema centrale della sua pittura, pur se proposto in modi stilisticamente anche molto differenti, rimase la tragedia della condizione umana. La sua solitudine, le sue mancanze. In questa visione s’inserisce anche l’avvicinamento stilistico all’opera di Francis Bacon (1909-1992). Ai suoi tipici stravolgimenti nei volti e nei lineamenti dei soggetti ritratti. Distorsioni capaci di trasmettere un intenso senso di alienazione e sofferenza interiore. Non è difficile comprendere quanto Music debba essersi sentito vicino all’artista inglese.
Fondamentali anche le sezioni dedicate ai paesaggi collinari (solitamente umbri e senesi), sempre spogli ed essenziali, con una cromìa caratterizzata da felicissimi e sapienti abbinamenti cromatici. Frequenti i Cavallini , le cui sagome, affiancate le une alle altre, solitamente si stagliano davanti al mare o a paesaggi aperti. Come se gli stilizzati uomini che li cavalcano cercassero una risposta, una speranza oltre la loro misera realtà terrena. Sono lavori notevoli per il loro straordinario equilibrio formale e cromatico. Questo progressivo percorso di riduzione formale condusse lentamente l’artista all’astrattismo lirico, sfociato, verso gli anni Sessanta, anche nell’esperienza Informale.

articoli correlati
Storie di ordinaria ossessione
Da Tiziano a de Chirico – La ricerca dell’identità
Figure del presente
L’atelier Lacourière-FrélantOttant’anni – 40 mostre

elena londero
mostra visitata il 9 novembre 2003


”Music”, a cura di Marco Goldin. Fino al 30 maggio 2004. Palazzo Attems, piazza De Amicis, 2 – 34170 Gorizia. Orari: dal martedì alla domenica 9-19, lunedì chius,o escluso 8, 29 dicembre e 5 gennaio. Informazioni e prenotazione visite guidate: tel. 0481 547541, fax 0481 531798, e-mail: musei@provincia.gorizia.it; http: www.provincia.gorizia.it. Ingresso: intero euro 6, ridotto euro 4.

[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Turner Prize 2026: chi sono i finalisti dell’importante premio d’arte contemporanea

Il Turner Prize 2026 annuncia i quattro finalisti: Simeon Barclay, Kira Freije, Marguerite Humeau e Tanoa Sasraku. La mostra al…

24 Aprile 2026 14:01
  • Mostre

Nel sonno si dissolve il controllo: una mostra per delega da Mondoromulo

Nella project room della galleria Mondoromulo, a Benevento, una mostra condivisa di Vincenzo D’Argenio e Fabrizio De Cunto affronta il…

24 Aprile 2026 12:20
  • Arte contemporanea

Biennale Arte 2026: la giuria esclude Russia e Israele dalla corsa ai Leoni

La giuria della Biennale Arte 2026 ha annunciato che non prenderà in considerazione i Padiglioni della Russia e di Israele…

24 Aprile 2026 10:57
  • Progetti e iniziative

Caro Alberto: le cartoline per Garutti arrivano alla galleria neon di Bologna

Caro Alberto è il progetto collettivo che riattiva il metodo di Garutti: dopo le tappe a Roma e Recanati, le…

24 Aprile 2026 10:29
  • Mostre

Al Museo MITA di Brescia una mostra per scoprire l’arte dei rari tappeti cinesi

Un viaggio suggestivo lungo le vie della seta, tra secoli di storia e territori lontani, dove ogni dettaglio assume un…

24 Aprile 2026 9:40
  • Mostre

A Venezia c’è un po’ di Sardegna: l’anima dell’argilla in mostra a Palazzetto Tito

Fino al prossimo 25 aprile, presso Palazzetto Tito, la mostra “Forme d’argilla” ricostruisce cento anni di produzione in ceramica in…

23 Aprile 2026 22:30