E’ l’autunno del 1908 quando Edoardo Del Neri (1890-1932) giunge, neanche ventenne, a Vienna. Provenendo dalla piccola città di provincia come Gorizia la capitale asburgica dovette apparirgli straordinaria. Circoli culturali, incontri, un continuo fermento di idee letterarie, filosofiche e artistiche. Lo spirito versatile di questo autore non ebbe quindi diffcoltà nello sperimentare le più differenti esperineze pittoriche. Dal languido e visionario simbolismo, all’elegante e frivolo stile liberty. Senza trascurare le solide basi impartite dall’Accademia, con continui studi dal vero e l’insegnamento di un naturalismo a cui già Del Neri, provenendo da una famiglia di decoratori d’interni, era ben avviato. Furono anni fondamentali, bruscamente interrotti però dallo scoppio della Prima guerra mondiale, cui seguì la decisione di trasferirsi a Roma.
La passione per la pittura, per la ritrattistica e per la grafica anche quando terminarono gli anni di formazione non vennero mai meno. Anzi, Roma riuscì ad offrire nuovi stimoli. In particolare permettendogli di entrare presto nel mondo dell’editoria e delle riviste illustrate, che lo portarono a realizzare un’ampia serie di locandine, disegni per tessuti e manifesti pubblicitari che lo affermarono nel settore. Furono firmate da lui molte copertine dei più importanti quotidiani e riviste del periodo, tra cui Il Secolo XX o il celebre Giornalino della Domenica. Interessanti sono anche i bozzetti, in mostra abbinati alla loro prima prova di stampa, di alcuni francobolli postali databili alla fine degli anni ‘20.
In pittura fu l’assolata campagna laziale e i suoi abitanti ad affascinarlo in modo particolare, anche se non smise mai di realizzare ritratti borghesi, sempre psicologicamente ben caratterizzati. Ma l’apice della sua carriera fu toccato nel ‘31, quando gli venne dedicata un’intera personale all’interno della Prima esposizione internazionale d’arte coloniale, dove ebbe l’opportunità di esporre venticinque tele realizzate sei anni prima, durante un suo soggiorno in Tripolitania. Sono opere quasi monocromatiche, silenziose e monumentali.
Del Neri fu un artista dotato ed eccezionalmente versatile. La sua sfortuna? Spegnersi prematuramente, a soli quarantadue anni, a causa di un’infezione seguita al morso di un cavallo. Un’esperienza drammatica, espressa negli intensi dipinti realizzati proprio durante le ultime, difficilissime settimane di vita.
elena londero
mostra vista il 10 febbraio 2005
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