Legno, industria, design. Tre elementi chiave per la Fantoni, leader mondiale per la produzione degli arredi d’ufficio, oggi protagonista di una mostra, curata da Anna Lombardi, con la quale il visitatore è guidato in un ideale viaggio a ritroso nella storia dell’azienda friulana e, di conseguenza, anche in quella del design industriale. Partendo dalle più recenti ideazioni, targate 1975-1998. Sono gli anni della cultura postmoderna che spesso sceglie di privilegiare soluzioni formalmente impeccabili piuttosto che la funzionalità dell’oggetto prodotto. Un quindicennio intenso, nel quale si passa dall’innovativa severità estetica degli anni ’70, alle linee sinuose e morbide degli anni ’80 (Serie Onda – design Herbert Ohl). Sino a giungere all’essenzialità vivace e colorata degli ultimi anni, dove una nuova concezione dello spazio tenta di superare la distinzione tra casa e ufficio (Serie Mèta – design Mario Broggi e Michael Burckhardt).
Nella produzione del periodo precedente, 1966-1974, si erano invece inseriti elementi come l’avanguardia radicale, il ‘68, la crisi petrolifera che, indirettamente, avevano coinvolto anche il settore del design. A queste difficoltà si erano accompagnate però profonde innovazioni tecnologiche, sopratutto nel campo della robotica e dello stampaggio delle plastiche. Venne ideata proprio in quel periodo la pluripremiata serie Multipli o 45°, progettata da Herbert Ohl e Gino Valle. Una linea innovativa, con cui s’inaugurava la modularità degli elementi d’arredo, assemblabili e modificabili fra loro in infinite soluzioni.
Gli anni 1948-1964 erano invece stati quelli del difficile periodo postbellico, durante i quali l’Italia da paese povero ed essenzialmente agricolo era velocemente riuscito a trasformarsi in una nazione fortemente industrializzata. Con il celebre boom economico, caratterizzato una crescita esponenziale dei consumi. Aumentò notevolmente anche la
Infine, l’ultima parte della mostra dove sono esposti alcuni arredi realizzati dal 1882 al 1940. Un cinquantennio dove all’iniziale livello artigianale dei mobili si sostituì presto un nuovo senso estetico che, nel susseguirsi degli anni, seppe far proprie tutte le principali correnti stilistiche europee. Dall’ibrido eclettismo, all’eleganza decorativa liberty, al rigore razionalista. In un’ininterrotta crescita estetica e tecnologica tutt’ora in corso.
elena londero
mostra vista il 4 giugno 2003
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