exibart.talks: intervista a Clorophilla

di e - 30 Dicembre 2019

exibart.talks presenta la nuova rubrica dedicata al mondo dell’illustrazione e del fumetto italiano. Ogni settimana sul nostro sito, un’intervista esclusiva. L’appuntamento di oggi è con Ludovica, meglio conosciuta come Clorophilla.

Clorophilla nella sua casa (courtesy of the artist)

Ciao Ludovica. Per prima cosa: com’è iniziato il tuo percorso come illustratrice

«Ciao, grazie di cuore per le vostre domande! Ho iniziato a disegnare nel periodo del liceo. Mi piaceva scarabocchiare ovunque e indossare vestiti personalizzati da me. Durante l’università ho avuto tante richieste e ho iniziato a vendere i miei pezzi unici dipinti nei mercatini a Milano e a Torino, dove proponevo anche i miei primi disegni incorniciati. Due anni fa ho sentito la necessità e di esprimere attraverso le mie illustrazioni il periodo di transizione che stavo attraversando e di condividere le mie immagini, affinché le mie esperienze potessero essere d’aiuto anche ad altre persone. Ho iniziato così a focalizzarmi quasi unicamente sulle illustrazioni, ho fatto tanta pratica, anche cercando di perfezionare il mio stile e di lì a poco sono iniziate ad arrivare le prime grandi commissioni».

Perché questo pseudonimo?

«Clorophilla è un nome che è nato tanto tempo fa quasi per scherzo. Lo usavo per firmare gli stencil e gli adesivi che attaccavo in giro, poi con il tempo mi ci sono affezionata  e l’ho fatto mio perché mi ricorda il mondo naturale alla quale sono molto legata».

Il mare dentro (courtesy of the artist)

Che cosa ti ispira nei tuoi lavori?

«Le mie ispirazioni arrivano da tantissimi ambiti. Sicuramente dai viaggi: lontani o vicini che siano, torno sempre a casa piena di idee. Quando non sono in viaggio faccio anche tante ricerche; la mia curiosità è sempre insaziabile, mi piace saperne sempre di più di su tanti argomenti. Ad esempio mi interesso appassionatamente di costumi, vestiti, gioielli, antropologia e archeologia. Ultimamente la maggior parte dei contenuti per i miei disegni arriva soprattutto dai romanzi che leggo e che mi colpiscono: per conservarne il ricordo cerco di “catturarli” in un’illustrazione. Anche i sentimenti che provo e la vita di tutti i giorni mi regalano tanti spunti da disegnare».

Ma*donna (courtesy of the artist)

Oltre alle illustrazioni fai tantissime altre cose, ricami su capi usati che poi diventano pezzi unici, realizzi GIF animate, lavori su ritratti di famiglia, gestisci un piccolo ART B&B in Liguria  arredato con le tue creazioni. Raccontaci qualcosa in più sui tuoi lavori.

«Mi è sempre piaciuto sperimentare e non porre mai limiti alla mia creatività, le etichette mi stanno un po’ strette. Parallelamente ai lavori d’illustrazione digitale mi piace portare avanti i miei progetti personali dove posso esprimermi a pieno, dove vi è un contatto “più fisico” con i materiali, dove “mi sporco le mani”. Inoltre ho una passione da quando sono piccola per i mercatini dell’antiquariato; vado sempre alla ricerca di oggetti sacri, vestiti vintage, pizzi, cartoline e ritratti di famiglia che mi diverto a personalizzare e a ridonargli una nuova vita, facendoli diventare pezzi unici.

Gestisco da 8 anni un B&b in Liguria interamente arredato da me in un borgo saraceno che vuole essere un luogo di tranquillità e ispirazione, dove spesso e volentieri ospito altri creativi per collaborazioni».

Ricamo “Chiudi Gli occhi” (courtesy of the artist)

Da un punto di vista tecnico, qual è il processo di realizzazione dei tuoi lavori?

«Per quanto riguarda i lavori commissionati, inizialmente realizzo uno o più schizzi da presentare al cliente e insieme si lavora per fasi, fino al risultato finale. Ogni lavoro è diverso dall’altro ed è per me sempre un arricchimento. Trovo molto stimolante cercare di mantenere il proprio stile andando incontro a esigenze e richieste del cliente.

Per quanto riguarda i progetti personali, invece, non realizzo quasi mai schizzi iniziali. Anche per i ricami, cerco di farmi guidare dall’intuito e di far fluire la mia creatività senza costrizioni. Sovente parto da un’idea, una frase, per poi svilupparla, oppure da una forma, per poi arricchirla di contenuti».

Il risveglio della Dea (courtesy of the artist)

C’è qualche artista contemporaneo o non, che in qualche modo ha suggestionato il tuo lavoro?

«Al momento i miei artisti preferiti vengono tutti dal passato, mi piace Fernand Léger per la linea e le forme decise, Leonora Carrington e René Magritte per il loro immaginario visionario, e poi per ultimi ma non d’importanza ammiro tantissimo artisti come Erté, George Barbier e Aubrey Beardsley».

Autoritratto con tela (courtesy of the artist)

Progetti per il futuro?

«Ho tantissimi progetti per il futuro. Vorrei portare avanti i miei progetti personali, renderli sempre più ‘liberi’, immaginandomeli su grandi formati. Vorrei continuare a realizzare oggetti materici da indossare, come maschere, copricapi visionari e foulard con i miei disegni. Tra pochi mesi partirò per un grande viaggio in un posto alla quale sono molto affezionata che sono sicura mi arricchirà molto».

“Aime”, murales a Montmartre, Parigi (courtesy of the artist)

Giovane illustratore/illustratrice da tenere d’occhio?

«Paula Duro».

Un film, una canzone, merenda preferita

«Latcho Drom Di Tony Gatflif
Mockinbird dei Wild Belle
Powerballs al cocco e un bicchiere di Kombucha, entrambi fatti da me».

Potete continuare a seguire Clorophilla qui:
@clorophillas
clorophillaclorophillas.com

Abracadabra (courtesy of the artist)

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