La prima personale di Tetsuro Shimizu (Tokyo, 1958), a Milano, risale al 1996. Oggi alla Galleria Morone sono esposte le opere del biennio 1999 – 2000. L’artista taglia le tele e ne riavvicina le parti divise, creando ogni volta un pezzo unico attraversato da pennellate che sembrano seguire la forma di una grande onda o l’andatura vorticosa di un tornado. Le tonalità di colore dominanti nella natura sono protagoniste di queste opere che racchiudono nello stesso istante potenza e calma. Nel 1996, Shimizu scrive: “In ogni caso trovo elementi che sono in contraddizione. Negli aspetti di ogni colore vedo un contrasto: un composto di eccitazione e di pace. Solo attraverso la pittura come disciplina posso trovare un’integrazione fra il mio lato fisico e il mio lato psichico: tra un’azione e un’immagine.” I titoli delle opere, come “Conflitto”, “Bilico”, “Contraddizione” e “Palpitazione” rendono ancor più chiaro il “principio osssimorico” (così lo definisce Alberto Fiz, nel catalogo) che caratterizza l’indagine dell’artista giappo – milanese. In “Controsenso” (olio su tela, 2000), i colori sembrano piovere gettati dall’alto, e noi li cogliamo nel momento dell’atterraggio, dello scontro con il suolo materiale.
Nelle due opere omonime “Invasione” (oli su tela, 2000) la tela rettangolare è tagliata da una striscia di vuoto che modifica la quiete di forma e colore. In “Bilico” (olio su tela, 1999) i tre frammenti di tela, di cui due confinanti, sembrano aver raggiunto un equilibrio perfetto, pronto a distruggersi in qualsiasi momento. Infine in “Conflitto” (olio su tela, 2000) un piccolo rettangolo di tela ne separa e contrappone altri due simili e più grandi che non potranno mai accostarsi.
L’artista scrive ancora: “Emerge il bisogno di “riassestare” la pittura, di conquistare un aspetto sconosciuto del linguaggio che unisce inspiegabilmente le contraddizioni in una nuova visione. Così questo sentire mi conduce ad una riflessione sulla vita e sull’arte, verso un’armonia ed un equilibrio assoluti.”
Luca Gricinella
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