La pubblicità, la comunicazione sociale, sembra esprimere l’artista spagnolo con il video intitolato “Portrait”, hanno un loro linguaggio, un codice che per colpire il fruitore, a volte fa a meno persino delle parole. Le riprese mostrano un “oratore” rivelandone unicamente il lento gesticolare delle mani. L’audio riporta strane sonorità, rumori, che si accompagnano perfettamente ai gesti, lasciando appunto che siano le mani ad esprimersi.
I personaggi ritratti nella serie non numerosissima di serigrafie intitolate “Meetings”, sono figure stilizzate su sfondi blu, “quadretti aziendali” che riportano immediatamente all’immagine pubblicitaria in cui il messaggio palese è quello di ordine ed efficienza. Uomini e donne comodamente seduti su grandi poltrone, intorno a tavoli di lavoro o davanti a grafici e plastici, per prendere decisioni di vitale importanza. Gerarchie.
Potere. Curiosamente, nelle serigrafie dei personaggi seduti intorno a lunghi tavoli, l’impressione spazia con facilità dalla riunione dei dirigenti di una grande azienda, a quella dei pezzi da 90 di una cupola mafiosa.
I lavori esposti sembrano in numero non sufficiente per comprendere a pieno il lavoro complesso svolto attorno ai media, da un artista che usa linguaggi differenti, quali video, fotografia, stampe e installazioni e che nel corso degli anni ha partecipato a manifestazioni come Documenta di Kassel, alle Biennali di Venezia, Sao Paulo e Lyon ed esposto al Moma di New York, a Madrid e Rio de Janeiro e in molte altre parti del mondo.
Bruno Panebarco
Mostra visitata il 9.1. 2001
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