Come in un guscio, è raccolta la parte più espressiva della mostra della pittrice A. M. Jodice. Si può infatti ammirare sul piano di un tavolo una preziosa raccolta d’antichi mattoni lavorati ad encausto e a cera, riposti ognuno in una piccola cassa e racchiusi minuziosamente
come reperti archeologici.
In realtĂ ognuno di essi, in tipica arte pompeiana, ripropone paesaggi ed elementi classicheggiati in un gioco di colori molto ristretto, spesso colore su colore, contrasti ed immagini che compaiono da un fondo non colorato.
Le figure, quasi sempre fantastiche, sono per lo piĂą tracciate con linee sottili e colori tenui. Sui quadri, contornati da un nero luccicante, sono incise, con tocchi rapidi, brevi e vivaci, piccole figure che sembrano sospese. La tecnica precisa e personale valorizza
l’originalità e la ricerca di queste opere, suscitando curiosità e ammirazione.
Le opere esposte alle pareti sono come le sinopie di un affresco, realizzate su carta, con composizioni piuttosto grandi, riproducono, con fedeltà , le stesse caratteristiche del lavoro su mattone. Indubbiamente, la dimensione ristretta di quest’esposizione è ripagata dalla curiosità e dalla novità della proposta artistica.
A. M. Jodice pittrice napoletana, si dedica a questa tecnica di pittura ad encausto,dove la parete che viene dipinta è successivamente ricoperta di cera liquefatta e stemperata con olio, infine lucidata con panni asciutti facendo acquisire all’opera una particolare lucentezza
ed una maggiore protezione.
Articoli Correlati:
In mostra a Parigi i capolavori restaurati di Maestri dell’Arte Italiana
Il Gabinetto segreto del Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Lidia Mazzetto
Cosa resta di una performance? A porre la domanda, e a darne la risposta, è la stessa direttrice Elsa Barbieri,…
Alla Fondazione Sassi di Matera, una mostra mette in dialogo Salvador DalĂ e Alessandro Valeri: due Visioni del Mediterraneo, tra…
Durante la settimana inaugurale della Biennale di Venezia, la camera dell'Hotel Metropole dove Freud scrisse L'interpretazione dei sogni ospiterĂ una…
Con un progetto pop up di dieci giorni, Spazio Morgagni porta Man Ray in un caratteristico barbiere milanese degli anni…
A cosa pensiamo quando parliamo di “smart agriculture”? L’indagine dell’artista cinese esplora i cambiamenti in atto nel rapporto tra lavoro…
Il Turner Prize 2026 annuncia i quattro finalisti: Simeon Barclay, Kira Freije, Marguerite Humeau e Tanoa Sasraku. La mostra al…