“Si tratta di uno scambio di silenzi e ci si accumulano strati di vita che non conosco”. Così Lucio Pozzi, artista naturalizzato newyorkese, definisce la sua installazione presentata a Genova.
Nella sala principale sono state collocate sedici mensole (pannelli di legno montati ad “elle”) alle cui estremità è tesa una tela su cui sono state applicate delle fotografie in b/n degli amici genovesi dell’artista. Dietro ad ogni tela è poggiato un involucro porta-cd all’interno del quale è isolata l’immagine del personaggio rappresentato sulla tela in atto di urlare. Il sottile pensiero che racchiude (soffoca?) l’urlo espresso dall’immagine in un contenitore per riproduzioni musicali è esemplificativo dell’opera di Pozzi, che gioca con l’ironia, l’utilizzo di oggetti quotidiani e la casualità nel recuperarli.
E’ questo, quindi, il filo conduttore dell’esposizione genovese. Pozzi si pone così in un atteggiamento provocatorio verso quegli artisti che illustrano, con le loro esposizioni, un concetto, una teoria elaborati aprioristicamente la realizzazione della stessa opera. L’autore trae egli stesso insegnamento dalle cose, non vuole insegnare nulla, non dà l’impressione di possedere una qualunque verità, ma di cercarla in un continuo work in progress, non vuole catturare benevolenza o destare meraviglia poiché è incline a lasciare l’iniziativa al rapporto che si stabilisce dall’incontro tra l’opera ed il “valore aggiunto” dato da chi legge.
La mostra è completata da una serie di lavori nati dalla decisione presa da Caterina e Vittoria Gualco con l’artista di avere una documentazione cartacea dell’evento (che si concluderà domenica 30 maggio alle 18 a Villa Solaria a S.Andrea di Rovereto 46 –Chiavari- con la performance Il tempo non ha fretta ): si tratta di collages fotografici (rigorosamente in b/n), costruiti con immagini scattate dall’artista in giro per Genova proprio in occasione di questa mostra, assemblate con il medesimo spirito di curiosità e giocosità sempre presenti nelle opere di Pozzi, che si completano in estensioni cromatiche dell’immagine realizzate con luminosissime tempere utilizzate con la tecnica propria dell’acquerello.
paolo ronzitti
mostra visitata il 28 maggio 2004
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