Dal 1979, Helmut Dirnaichner crea i suoi particolarissimi libri-scultura: l’artista tedesco fabbrica a mano la carta con antiche tecniche tradizionali, componendo pagine poeticamente materiche dalle quali traspaiono le sostanze minerali che utilizza, terre che creano superfici scabre o levigate da leggere con il tatto oltre che con lo sguardo.
L’operazione di Dirnaicher è intensamente simbolica: l’agire su una tradizione così radicata e influente della vita culturale, su un oggetto feticcio come il libro inserendovi con prepotente lirismo frammenti di una natura troppo spesso data per scontata, sembra rivendicare un ruolo umano protagonista, trovare un punto di coesione tra intelletto ed azione e quindi tra umanità e natura.
La mostra si intitola infatti “Ante mare et terras” quasi ad immaginare un interregno dove il contatto tra elementi diversi sia possibile e fertile, del quale l’uomo – e l’artista – possa essere partecipe con armonia e rispetto.
L’iniziativa, che raccoglie più di vent’anni di opere di Dirnaichner e sarà visibile fino 23 marzo, è stata organizzata con il Goethe Institut di Genova ed è stata inaugurata da un interessante intervento del professor Matthias Bleyl, ordinario di Storia dell’arte alla Kunsthochschule Berlin-Weißensee.
L’opera di Dirnaichner è minimale ed evocativa, resa affascinante dalla sua capacità di manipolare gli elementi naturali alla ricerca di superfici rare ed espressive come sculture raggiungendo risultati di grande sintesi formale ed efficacia materica, soffusi di una delicatissima e insieme rigorosa poesia.
Britta E. Buhlmann la descrive così: “Hermut Dirnaichner compone libri d’artista.
Inserisce così parte della sua opera in una tradizione che ha sempre esercitato un enorme potere nella vita culturale dell’umanità.
Analogamente ai codici medioevali, nei codici di Dirnaichner ha luogo un’intensificazione. Seguendo un’antica tradizione egli fabbrica a mano la “carta”. I fogli dei libri sono reealizzati con sostanze estratte dalle terre e lasciano trasparire una dimensione di profondità, sia spirituale che spaziale.
Helmut Dirnaichner impiega un repertorio di sostanze che costituiscono originariamente il nero, il bianco, il rosso e il verde. Nei suoi libri trovano espressione la terra, fondamento e presupposto della nostra vita, così come i ciottoli di fiumi e la selce.
Egli ci mostra la tenue e ricca gamma cromatica dei pigmenti ottenuti dai minerali, facendoci avvertire la multiforme bellezza insita negli elementi primari della natura.”
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