Categorie: genova

Fino al 24.VIII.2014 | Andrei Molodkin, Transformer No. M208 | Palazzo Ducale, Genova

di - 3 Agosto 2014
C’è chi lo ricorderà per l’uso scultoreo della parola, chi per i lavori a biro di una caratura concettuale che faceva tanto Italia anni Settanta (leggasi Boetti), ma tutti sicuramente per i fiumi di petrolio che ha utilizzato, allegorico chiodo fisso della sua ricerca visiva. A si, poi c’è anche una controversa operazione alla Biennale di Venezia 2009, Padiglione russo.
Nulla di (troppo) nuovo sotto il sole genovese per Andrei Molodkin (Boui, 1966; vive e lavora tra Parigi e Mosca), che a Palazzo Ducale arriva – guarda caso – con un’installazione dominata dalla presenza vera e simbolica del petrolio. Quest’ultimo per Molodkin è e rimane l’elemento cardine da adattare ad ogni volumetria o circostanza; una fonte d’ispirazione sentita, inesauribile e concettualmente immediata (qua e là anche un po’ ai confini del trito), emblema del potere moderno e merce di scambio in grado di tenere le redini della politica mondiale.

Greggio – di provenienza irachena – profuso a litri, “intubato” in lunghi e stretti cilindri di plexiglass, a loro volta raccolti in strutture su cui grava l’ostentata simmetria con altri cilindri, questi contenenti del brillantissimo gas argon. Un mix di petrolio scuro e gas luminescente, posizionato su pavimenti marmorei che producono profondi riverberi di luce: tutto ciò è davvero sufficiente a destabilizzare percettivamente il pubblico e a farlo riflettere come si vorrebbe? Insomma. Più coerente forse è ritenere Transformer No. M208 un’onesta installazione ammiccante in termini di presenza scenica, ben costruita e a suo modo pretenziosa nei contenuti socio-politici proposti (ovvio, c’è di mezzo “l’oro nero”), ma per contro poco capace di volare più alto della sua immagine, visto che alla fine della fiera non sembra dire, o avere da dire, nulla di nuovo.
Possente nella sua formula a metà strada tra poverismo e minimalismo, questo Transformer venuto dall’est è in pratica un lavoro composto da quattro costruzioni divise in due diversi spazi, con una prima parte – nel fastoso Salone del maggior consiglio – formata da tre blocchi disposti in senso diagonale, tre gabbie aperte formate dai già menzionati tubi di plexiglass riempiti di petrolio o gas argon. Tre gate da percorrere come in una sorta di percorso catartico tra variazioni luminose, differenze termiche e ben poco lusinghieri telai di sostegno a vista.
Più di un collaudato cliché è l’abbinamento location-installazione, anacronismo che Molodkin ha strutturato come un’ideale matriosca contenente “potere nel potere”, metaforica congiunzione tra l’egemonia “petrolifera” odierna e i due luoghi simbolo del dominio temporale-spirituale ai tempi della Genova repubblicana: Salone del maggior consiglio e Cappella del Doge. Petrolio già sversato sul potere politico, petrolio che intacca impunemente anche un ambiente come la Cappella, dove il sacro si misura con la folle ricchezza ornamentale di tono seicentesco; e dove per tutta risposta l’artista ha impiantato un’unica struttura cruciforme bilanciata tra greggio e argon, la cui posizione di sbieco ha il gusto dell’irriverenza capitalistica ben studiata. A suo modo perfetta, ma un po’ forzosa nel ricordarci di un cortocircuito politico-spirituale fin troppo noto.
Andrea Rossetti
mostra visitata il 22 luglio 2014
dal 17 luglio al 24 agosto 2014
Andrei Molodkin – Transformer No. M208
a cura di Linda Kaiser
Palazzo Ducale
Piazza Matteotti 9 – (16123) Genova
Orario: da martedì a domenica, ore 10 – 19
Ingresso: € 5

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Il Libano alla Biennale di Venezia, mentre le bombe colpiscono il Paese

Mentre i bombardamenti devastano il Libano, mietendo vittime, colpendo l'antica città di Tiro e mettendo a rischio gli altri siti…

11 Marzo 2026 17:07
  • Arte contemporanea

Il branco di cani robot di Beeple arriva alla Neue Nationalgalerie di Berlino

Dopo il debutto virale ad Art Basel Miami Beach, l’installazione di Beeple con cani robot dalle sembianze di Musk, Zuckerberg…

11 Marzo 2026 16:05
  • Arte contemporanea

Per Emanuele Moretti, l’arte è la chiave per aprirsi realmente al presente

A margine della sua mostra nella chiesa di San Vincenzo Martire a Tivoli, con Emanuele Moretti parliamo di soglia, materia…

11 Marzo 2026 12:35
  • Attualità

Russia alla Biennale di Venezia: l’UE minaccia lo stop ai finanziamenti

Lo scontro sulla partecipazione della Russia alla Biennale Arte 2026 si allarga all'Unione Europea, che minaccia di sospendere i finanziamenti…

11 Marzo 2026 11:44
  • Progetti e iniziative

A Napoli torna EDI Global Forum: come leggere le immagini nell’era dei deep fake

Dal 18 al 20 marzo, la terza edizione di EDI Global Forum, promossa dalla Fondazione Morra Greco, riunisce a Napoli…

11 Marzo 2026 10:53
  • Mostre

Imi Knoebel e il respiro silenzioso della pittura astratta: la mostra a Milano

La Dep Art Gallery di Milano esplora oltre 40 anni di sperimentazioni di Imi Knoebel, mettendo in evidenza la coerenza…

11 Marzo 2026 9:18