Con la mostra Sentieri e Avvistamenti – Giovane arte contemporanea in Svizzera il CAMeC festeggia un anno di attività. Aperto al pubblico con la mostra Tinguely e Munari, nel maggio del 2004, il museo di La Spezia, diretto da Bruno Corà, conferma oggi la volontà di inserirsi tra i più attivi e interessanti centri d’arte contemporanea italiani.
Protagonista di questa nuova esposizione, a cura di Bettina Della Casa, è la giovane ricerca artistica in Svizzera, selezionata da una giuria per la Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia in occasione della pubblicazione dei Cahiers d’artistes. I “quaderni d’artista” nascono nel 1996 con l’obiettivo di dare a giovani artisti professionisti, provenienti dalle arti visive e dalla danza, la possibilità di divulgare il proprio lavoro, realizzandone una prima documentazione. Dopo la prima presentazione al Museo Cantonale di Lugano nell’estate 2004, i 20 artisti svizzeri approdano quindi in Italia.
Hans Stalder, Christine Streuli e Robert Suermondt, esprimendosi attraverso la tecnica pittorica e lo studio delle immagini, si interrogano sul rapporto fra la tradizione e gli stimoli visivi contemporanei. Eric Schumacher e Barbara Mühlefluh invece interagiscono con lo spazio attraverso le installazioni, capaci di trasformarlo in un paesaggio mentale, in cui il fruitore diventa attore partecipe.
Le opere di Thomas Galler, Didier Rittener e Valentin Carron attingono dalle più disparate fonti (film, libri, tradizioni, simboli religiosi, luoghi comuni, icone e oggetti quotidiani) per scatenare nello spettatore epifanie improvvise, attraverso spostamenti di senso e approcci innovativi.
Più interessati ad una ricerca sul sociale, la coppia di artiste J&W Management Consulting e lo svizzero-iraniano Shahryar Nashat -presente alla Biennale di Venezia di quest’anno- mostrano ed analizzano quei conflitti e quelle disparità economiche che emergono, con sempre più evidenza, nella società occidentale.
Non potevano mancare i video. Lo utilizzanoAlexia Walther e San Keller: per raccontare atmosfere sospese e metafisiche nel primo caso; per registrare un’azione performativa dove artista e pubblico interagiscono, nel secondo. Markus Wetzel, il gruppo fabrich ch, e la coppia Nathalie Novarina & Marcel Croubalian, in modi diversi, creano interessanti punti di riflessione e contatto tra realtà ed universi virtuali, dove una è sempre lo specchio degli altri.
Infine Hervè Graumann ci mostra nature morte rinnovate, vanitas contemporanee, dove siringhe, bicchieri, candele, meringhe e molto altro, diventano i soggetti di giochi ottici e psichedelici.
Per la parte dedicata alla danza i protagonisti sono Fabienne Berger, Foofwa d’Imobilitè, Anna Huber e Gilles Jobin, che oltre ad essere presenti in mostra con i loro video, hanno messo in scena tre performance negli spazi del museo.
Questo breve excursus evidenzia l’interesse di questa mostra, utile per scoprire, tra le moderne stanze del CAMeC, sentieri ancora da tracciare, e procedendo per avvistamenti, indagare su un panorama artistico -a noi vicino- così ricco di diversità linguistiche e culturali.
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