L’inedita cornice del ristorante Barakà – L’Altro Modo fa da sfondo ad un’interessante personale dedicata ad Urs Lüthi. È esposta Un’isola nell’aria, 1975, un’opera articolata che raramente si ha la possibilità di ammirare completa di tutti i pezzi, trentasei fotografie in bianco e nero (ciascuna tirata a settantacinque esemplari), suddivise in quattro gruppi.
Artefice dell’operazione è Fabrizio Boggiano, che ha curato la mostra a presenta così il lavoro del noto artista svizzero: “Pur facente parte a pieno titolo della Body Art, egli non disdegnava di portare avanti un proprio personalissimo discorso legato all’importanza che la nostra immagine rivestiva, e riveste tuttora, in un mondo in continuo cambiamento. La grandezza di queste opere consiste in una magica eleganza, talvolta anche un poco triste, che connota ogni fotografia. La sua immagine, sempre presente in ogni lavoro, si trasforma in uno specchio nel quale con un po’ di attenzione possiamo vedere noi stessi. Fatto nuovo, questo, nell’ambito della Body Art, che lo colloca a pieno diritto come uno degli artisti più interessanti e innovativi di quegli anni, ma, senza ombra di dubbio, di tutto il secondo dopoguerra.”
Nell’opera in questi giorni al Barakà, Lüthi ritrae sé stesso come a comporre un puzzle d’identità: lo vediamo in casa, al bar, in una galleria d’arte, da lontano, in primo piano, travestito, naturale, insomma spezzettato in tasselli da ricomporre in un sé stesso compiuto, sfaccettato e composito.
A dare una continuità concettuale a questo lavoro eterogeneo e complesso, oltre all’inconfondibile stile dell’artista, il fil rouge di un’idea costantemente in filigrana: come il formarsi, o meglio il comporsi dell’identità individuale possa creare una dimensione alternativa, un tempo autonomo parallelo contrapposto all’inesorabile panta rei universale.
“Un’isola nell’aria, 1975” è un’opera particolarmente importante e rappresentativa del percorso creativo di Urs Lüthi, che forse proprio negli anni Settanta raggiunge gli esiti più felici della sua fertile produzione artistica.
articoli correlati:
Anthony Aziz e Sammy Cucher da Joyce & Co
Ursula Von Rydingsvard
Connie Bellantonio, fotografie
ValentinaCaserta
Fino al 20 aprile, in collaborazione con l’archivio Vincenzo Agnetti e con testi in catalogo di Andrea Bellini, la galleria…
Le Cisternerne, suggestivo spazio espositivo ricavato nelle antiche cisterne dell'acqua di Copenaghen, ospiteranno una versione installativa delle Seven Deaths di…
La Fondazione Elpis, fondata da Marina Nissim nel 2020, ridefinisce il proprio assetto mettendo al centro il rapporto tra pratica…
Oltre 4mila film senza abbonamento né registrazione: la nuova piattaforma WikiFlix aggrega titoli di pubblico dominio e li rende accessibili…
Le Gallerie dell’Accademia di Venezia presentano, finalmente riunito, uno dei cicli meno visti della pittura veneziana del Cinquecento: quello delle…
Negli spazi dell’Ex Chiesa di Santo Stefano, a Mondovì, una mostra riunisce le opere dei maestri del Surrealismo, dai primi…