Dal 1997 Casa Bolongaro -all’interno dello splendido Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra– è divenuta, con il suo ampio parco, sede espositiva di opere d’arte ambientale espressamente realizzate ed esposte lungo i percorsi che si snodano nel verde, tra bosco e prato all’inglese. Gli artisti che annualmente vengono invitati a progettare gli spazi de La Marrana realizzano opere permanenti, che trovano posto nelle specifiche collocazioni da loro individuate all’interno del parco. Ad oggi La Marrana espone ventotto opere d’arte di tredici artisti diversi, a costituire un percorso tortuoso e vario, suggestivo e ricercato. Grazia e Gianni Bolongaro hanno invitato a presentare un progetto site-specific, per questa settima edizione de La Marrana arteambientale, due maestri della levatura di Jannis Kounellis e Joseph Kosuth.
Il lavoro proposto da Joseph Kosuth è una ideale terza tappa del progetto Located World, nato nel 1999 per il Palazzo del Comune di Singen, Germania, e proseguito poi in Giappone (Sapporo Dome, Sapporo, 2001). “Located World, La Marrana” (2003), è frutto di una lunga ed accurata selezione di 55 pietre scelte da un sentiero preesistente, successivamente lavorate in loco. Ogni pietra, su cui è stato inciso un nome di città o capitale mondiale, è stata successivamente riposizionata all’interno dello stesso sentiero, seguendo però una logica testuale e di orientamento geografico (secondo la reale posizione geografica delle città rispetto al parco), per una lunghezza totale di 193 metri.
Il lavoro, caratterizzato dalla leggerezza minimale che come sempre ne costituisce la cifra stilistica, ordina una sorta di mappa del mondo in cui venga abolita ogni dialettica centro-periferia, a delineare una geografia del decentramento, secondo un concetto quasi multifocale. In questa ottica si aboliscono confini e gerarchie, mentre l’opera del maestro statunitense si fa portavoce di valori culturali universali, indipendenti dai possibili microcosmi di provenienza, siano essi geografici, religiosi o sociali.
L’opera di Jannis Kounellis, ”Senza Titolo. La Marrana” (2004), è decentrata rispetto al sentiero principale, quasi nascosta, e forse protetta, dal bosco che si insinua ai bordi del parco. In una piccola radura, formatasi in seguito alla caduta di un fulmine
Le campane della nuova installazione, enormi e bronzee, procurano un forte senso di vertigine nel loro andamento spiraliforme verso il centro della terra, aumentato ancor più dal profondo ed innaturale silenzio che proviene dal loro interno cupo. Da questo moderno pozzo non giungono né rintocchi, o suoni portatori di gioia o dolore, né vibrazioni sorde.
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articolo interessante per argomento di vasta portata anche sotto il profilo architettonico..