Popsophia 2026 indaga l’identità nell’era dei social: il programma a Pesaro

di - 12 Giugno 2026

Selfie, social network, avatar, filtri e identità digitali. Nell’epoca in cui ciascuno è chiamato quotidianamente a costruire e mettere in scena la propria immagine, il mito di Narciso torna a interrogare il presente. È da questa riflessione che prende forma l’edizione 2026 di Popsophia, il festival diretto da Lucrezia Ercoli che dal 2 al 5 luglio animerà Pesaro con incontri, spettacoli, musica e filosofia.

Lo specchio di Narciso: il tema di Popsophia 2026

Il titolo scelto quest’anno, Lo specchio di Narciso, attraversa il rapporto tra immagine, riconoscimento e rappresentazione di sé nell’era digitale, mettendo in dialogo filosofia, cultura pop, cinema, letteratura e nuove tecnologie. Il programma coinvolgerà Piazza del Popolo, il Cortile di Palazzo Gradari e il Centro Arti Visive Pescheria, confermando la formula che ha reso Popsophia uno degli appuntamenti più riconoscibili nel panorama culturale italiano. «Oggi lo specchio è il black mirror degli schermi digitali», osserva Lucrezia Ercoli. Uno specchio che promette riconoscimento ma che, allo stesso tempo, rischia di trasformare l’identità in una rappresentazione continua.

Il programma di Popsophia 2026, dalla mostra immersiva all’omaggio a Marjane Satrapi

Ad aprire il festival sarà una mostra immersiva che intreccia arte, matematica e filosofia. Allestita negli spazi della galleria digitale MeGA e di Palazzo Gradari, l’esposizione IN-POSSIBILE, realizzata da un collettivo di artisti appositamente per il festival, accompagnerà i visitatori in un percorso esplorabile attraverso visori VR. Tra nastri di Möbius, bottiglie di Klein, dodecaedri romani e richiami all’Uomo Vitruviano di Leonardo, il progetto propone un viaggio attraverso forme e paradossi che mettono in discussione i confini della percezione.

La serata inaugurale del 2 luglio riserverà inoltre uno dei momenti più attesi dell’intera manifestazione: un omaggio a Marjane Satrapi, recentemente scomparsa. L’autrice iraniana, divenuta celebre a livello internazionale con il graphic novel Persepolis, sarà ricordata attraverso un intervento che vedrà la partecipazione di Evio Hermas Ercoli, Ilaria De Gaudio ed Enrico Fornaroli, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, accompagnati dalle improvvisazioni del sassofonista Leonardo Rosselli. Un tributo che assume un significato particolare in un festival dedicato al tema dell’identità, considerando come l’opera di Satrapi abbia raccontato per decenni il rapporto tra memoria individuale, costruzione del sé e tensione tra libertà personale e rappresentazione pubblica.

Le riflessioni sul tema del narcisismo contemporaneo proseguiranno poi attraverso tre rassegne pomeridiane ospitate al Centro Arti Visive Pescheria. Philofiction, dedicata alle serie televisive e alla cultura pop, analizzerà il tema dello specchio nelle narrazioni contemporanee, da Stranger Things a Black Mirror. Cinesophia affronterà invece il rapporto tra identità, tecnologia e immaginario cinematografico, mentre Mediascape si concentrerà sui linguaggi digitali, sul fenomeno dei social network e sulle trasformazioni dell’autoritratto, da Caravaggio fino al selfie.

I philoshow, tra Battisti, Mina e l’adolescenza

Come da tradizione, il cuore serale del festival sarà rappresentato dai philoshow, il format originale ideato da Lucrezia Ercoli che combina riflessione filosofica, immagini e musica dal vivo eseguita dalla Factory. Venerdì, 3 luglio, Leo Turrini guiderà il pubblico attraverso l’universo emotivo di Lucio Battisti in Ancora tu – Lucio Battisti e lo specchio delle emozioni. Il 4 luglio sarà la volta di Non gioco più – Filosofia di Mina, con la filosofa Ilaria Gaspari, dedicato alla costruzione del mito della cantante che ha trasformato la propria assenza in una forma di presenza permanente. Il 5 luglio il festival si concluderà con Forever Young – Adolescenti allo specchio, incontro-spettacolo con Simone Regazzoni e Licia Troisi dedicato all’adolescenza contemporanea, tra Harry Potter, musica generazionale e cultura pop.

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