Categorie: Il fatto

Addio, istrionico Paolo!

di - 26 Marzo 2016
Aveva 86 anni Paolo Poli. La sua mimica non potremmo mai scordarla, perché era ironico, colto, femmineo quanto basta per disturbare gli uomini tutti d’un pezzo della sua generazione. Amava raccontare e affascinare, con la sua prosa e con le sue parole, nelle numerose interviste concesse anche alla TV. Un attore d’altri tempi, e che in effetti faceva teatro, forse perché proprio con il piccolo schermo non aveva mai amato “macchiarsi” (anche se a volte c’era cascato, anche recentemente) se non in momenti di protagonismo, ma non di recitazione.
La scomparsa è stata annunciata dal Sindaco di Firenze, Dario Nardella, che ha ricordato l’eterno Peter Pan, vocina impertinente della sua celebre lettura e interpretazione di Pinocchio, come un grande protagonista della cultura fiorentina, città dove era nato nel 1929. Un istrione in grado di passare dalla malizia alle favole per i più piccoli, che amava testi surreali, onirici, e che spingeva sul lato ridicolo del sentimentalismo, lo sberleffo, senza dimenticare la vera vena che corrisponde ad ogni artista nel profondo: quella tragica e malinconica.
Laureato in letteratura francese, aveva debuttato nei primi anni ’60, passando dalla radio al palco e viceversa.
Ma perché, visto che non ci occupiamo esplicitamente di teatro, è così importante ricordare questo personaggio? Perché Paolo Poli, con il suo pubblico, e probabilmente anche con sé stesso, non ha usato menzogne. La recitazione, certo, ma per svelare ipocrisie, moralismi, per raccontare i vizi e i vizietti che sono sempre stati insabbiati nel Belpaese, e che hanno mietuto vittime.
Paolo Poli, in fondo, era una sorta di bravissimo esorcista: ricercava il lato paradossale della vita, prendendosi gioco di tutto, perché conosceva la serietà delle cose.
«Con Paolo Poli scompare un grande della cultura italiana», ha commentato il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Addio, istrionico Paolo. Il teatro, e non solo, sentirà la tua mancanza. (MB)

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