Allarmi e allarmismo
Netflix ha annunciato una nuova serie dedicata a Frida Kahlo: ispirata al romanzo di Claire Berest, racconterà la vita dell'artista…
A Milano torna Suoni Trasfigurati: sette concerti gratuiti tra musica acustica, elettronica e nuove tecnologie, per far risuonare la costellazione…
L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 ospiterà una nuova tappa di Inside Out, il progetto globale di JR che trasforma…
Non solo il meglio dell’arte in vendita. A Maastricht, la qualità museale delle opere negli stand è in dialogo con…
Il compositore Yann Tiersen ha costruito il suo concerto nella Sala Fucine delle OGR di Torino tra pianoforte, ambient ed…
Lucy Orta presenta, alla CasermArcheologica di Sansepolcro, una poetica installazione nata da una residenza in Valtiberina e costruita insieme alla…
Visualizza commenti
Sì, in momenti come questi i toni concitati del telegiornale non sono il massimo, bisogna riflettere. Non voglio essere ingeneroso dicendo che mi fa più paura la gente e le sue reazioni degli attentati, ma di sicuro una cosa che non riesco ad accettare è come potrebbero cambiarci. Il perdere l'umanità, che a volte richiede serenità.
C'è pure il sospetto che qualcosa sia orchestrato e la sicurezza un colabrodo, ma ormai il cospirazionismo è anch'esso paccottiglia pop Kitsch di cattivo gusto, ansiogena e reazionaria. Soprattutto rassegnista, questo è il peggio, accompagnata non dal dialogo, ma dalla presunzione di dire "io mi sono svegliato".
Tutto sembra concorrere al voler dire che non ci si integra o almeni ci si cosmopolitizzi, che sarebbe meglio e più sano, nemmeno dopo generazioni.
Ma sono i soliti alberi che cadono che fanno rumore.