Si chiama “partito della libertà” e come dogmi ha fatto propri la battaglia contro i migranti, contro la moneta unica, e la chiusura delle frontiere, solo per dirne qualcuno. Ha un leader carismatico, che si chiama Norbert Hofer, che per la prima volta in settant’anni di Repubblica non è stato appoggiato da uno dei partiti che hanno dominato la scena politica.
E si sono beccati il 35 per cento dei voti al primo turno per le Presidenziali, sbaragliando di quasi 15 per cento i Verdi, altro partito forte della nazione, e mandando a casa popolari e socialisti.
Oggi, 25 aprile, si festeggia la Liberazione in Italia. Il 25 aprile 1945, alle 8 del mattino, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) proclamò l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, mettendo a morte tutti i gerarchi fascisti mentre gli alleati americani risalivano la penisola, mettendo fine a 20 anni di dittatura, a cinque di guerra, lasciando alle spalle la dittatura fascista e l’occupazione nazista. Un evento epocale che portò anche, di lì a un anno, per la prima volta, il suffragio universale, quando il 2 giugno 1946 gli italiani furono chiamati a scegliere fra monarchia e repubblica.
L’Austria non è un posto “lontano” e anzi, ha già simpatizzato con l’idea di chiudere il Brennero nel caso di una nuova ondata di clandestini. E secondo i sondaggi, la formazione dell’FPO sarebbe la più votata in caso di elezioni generali, con il 30 per cento dei voti. La storia è ciclica, su questo non ci piove. (MB)