Categorie: Il fatto

Francesco, | e il francescano

di - 17 Maggio 2016
Dove va a finire l’8 per mille alla Chiesa Cattolica? Il miliardo di euro annuale, suppergiù, dovrebbe essere impiegato per supportare le attività di evangelizzazione e sovvenzionare opere di carità, ma spesso – come riportano le cronache – è finito dentro speculazioni, o dilapidato con operazioni finanziarie improbabili. Perché in fondo, parliamoci chiaro, la Chiesa ha sempre avuto anche un altro grandissimo Dio, a cui credere, che porta il nome di Denaro.
Tra edifici, terre, stati, la vita di Cristo spogliato dei suoi beni era stata perseguita da non troppi illuminati, uno su tutti San Francesco, il cui nome “veste” l’attuale Pontefice.
Che in un discorso che piacerà tanto al pubblico un po’ incattivito con i “preti” ha riportato all’attenzione della congrega della CEI la necessità, per tutti i prelati di ogni ordine e grado, di spogliarsi dei proprio beni materiali, di “bruciare le ambizioni” e mantenere solo quello che può aiutare la fede.
Ancora una volta il “Papa fraterno” si rivela una specie di reazionario in casa propria, ma dietro la facciata della novità e della trasgressione nei confronti del suo stesso Ministero, c’è la voglia di tornare a una “normalità” di valori: «In Italia tante tradizioni, abitudini e visioni della vita sono state intaccate da un profondo cambiamento d’epoca». Già, i tempi sono maturi per il cambiamento, ma non sarà facile sradicare l’idea agli stessi Signori che ospita Città del Vaticano che mettersi scalzi per predicare la parola di Cristo sia la soluzione del futuro. E d’altronde sarà anche un po’ merito delle “guide” se la società è in subbuglio, no?
«Quante relazioni ferite. In un mondo in cui ciascuno si pensa come la misura di tutto, non c’è più posto per il fratello», ha rimarcato Francesco. Anche in questo caso, forse, sarà il caso di fare ammenda, visto che i “fratelli” grazie alla Santa Romana Chiesa sono stati osteggiati, “canonizzati”, bruciati. Come il buon vecchio Giordano Bruno, finito al rogo a causa delle sue “ambizioni”. Chi si spoglierà per primo, caro Francesco? Per iniziare lanciamo un’idea: che l’8 per mille resti nelle tasche degli italiani, che deciderano di testa loro se donarlo a chiese o affini. Le elemosina d’altronde si chiedono, non si impongono. (MB)

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  • È proprio il caso di dire: da quale pulpito! La "Chiesa"... ha più oro in lingotti il Vaticano che il resto del mondo messo assieme.

    Stato d'ipocrisia: sempre al popolino si predica di spogliarsi dei beni materiali, tanto sono già abituati.

    Io ci sto, spogliamoci tutti, ma anche i prelati si tolgano paramenti e pregiate passamanerie, e tutti insieme bruciamo il vitello d'oro.

    Marcinkus disse che la Chiesa non si amministra con le ave marie, ma i prelati si ricordino che stanno parassitando un movimento spirituale nato da 13 "straccioni", di fronte ai quali dovrebbero vergognarsi moltissimo.

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