La lunga estate di Zètema
Estate torrida per Virginia Raggi (in homepage). Ad aggravare l’ondata hot portata da Lucifero anche nell’Urbe, i postumi dell’ennesimo rimpasto di giunta, il quarto, e il caos permanente in casa Atac. L’azienda municipalizzata del trasporto pubblico di Roma continua, infatti, a non trovare refrigerio tra cambi di vertici, con amministratori che “durano quanto un gatto sull’Aurelia” (per dirla alla romana), e un indebitamento – forse questa volta letale – di circa un miliardo e 400 milioni di euro.
Non è meno infuocata, però, l’aria che si respira in casa Zètema, l’ammiraglia del sistema culturale capitolino (860 dipendenti e 22 musei gestiti, dai Capitolini all’Ara Pacis, dal Museo di Roma al MACRO, da Villa Torlonia alla Galleria d’Arte Moderna).
Il ventennale regno di Ruberti (che ne è presidente e amministratore delegato) è scaduto lo scorso 13 giugno. È stato prorogato in extremis fino alla fine del mese. Eppure ancora si attende l’arrivo dei successori al suo trono. Probabilmente sarà questa la settimana decisiva. Mercoledì 9 agosto è stata convocata l’assemblea dei soci. Ma il cruciverba della governance è un rompicapo di non facile soluzione. La sindaca pentastellata una soluzione in tasca ce l’ha, ma potrebbe far arrabbiare ancora una volta i grillini romani. Cinque lettere. Definizione: nome gradito al centrosinistra di marca ulivista, già ministro della giustizia nel governo Prodi, presidente della Corte Costituzionale su indicazione del presidente Ciampi. La risposta è Flick (nella foto in alto). Secondo indiscrezioni l’interessato ci starebbe pensando. Ad affiancarlo, nel ruolo di amministratore delegato, ci sarebbe, invece, Vincenzo Donativi, avvocato di Brindisi e docente universitario. I nomi di Flick e Donativi non erano presenti fra le oltre 300 domande giunte in Campidoglio a seguito della pubblicazione del bando, lo scorso marzo, per il Cda di Zètema. Per questo venerdì scorso entrambi sono stati invitati a presentare il proprio curriculum in fretta e furia in Commissione Cultura. “Sono stati voluti – ha dichiarato la presidente della commissione, Eleonora Guadagno – dalla sindaca e integrano la lista dei candidati”. Amen. Ma procedure a parte (più di competenza dei Tar e del Consiglio di Stato), il candidato ideale non sarebbe dovuto essere un buon conoscitore degli equilibri “scivolosi” della Capitale, del settore culturale, dell’intrattenimento e del tempo libero (che ha le sue specificità), con dimostrate capacità manageriali?
Certo è che il giallo della futura governance della municipalizzata romana della cultura potrebbe riservarci ancora dei colpi di scena. Proprio nelle ultime pagine. Come nei thriller che si leggono sotto l’ombrellone. Rimane, per esempio, ancora forte la candidatura di Roberto Diacetti, attualmente a Eur spa. Insomma, per la serie: to be continued. (CBS)
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