Categorie: Il fatto

Lo sguardo italiano

di - 23 Maggio 2015
Da qualche anno Roberto Minervini vive negli Stati Uniti, e dopo il Texas stavolta racconta la Louisiana. Lo stato di New Orleans, nero come la chiazza di greggio fuoriuscita nel golfo a causa della perdita dell’oleodotto della Bp, disastro alla bell’è meglio infangato; nero come l’altra faccia d’America, come i contrasti che da sempre accompagnano il difficile sud degli USA, dove le storie d’integrazione e diritti non sono sulla bocca di tutti i giorni. Lo racconta egregiamente Minervini, con due storie parallele: una di crystal, la droga del sesso e dell’euforia, l’altra di “soldati” rabbiosi, che si allenano a sparare anche contro la faccia di plastica di Obama.
Una faccia cruda e pura, poco conosciuta. Che ci rivela non solo un altro Paese, ma anche l’altra faccia del cinema, anzi dello sguardo, italiano.
Già, perché se Youth di Paolo Sorrentino ha incantato la Croisette, gli applausi sono scrosciati anche qui, sintomo che forse la settima arte tricolore (anche se il cinema parla più che mai il linguaggio universale) è ancora viva e vegeta nelle sue rappresentazioni migliori. Oltre la crisi del cinema, oltre l’abbondare di fiction, e vicina al coraggio di raccontare la società senza frenare sulle aree scivolose. Lo si fa con la vecchiaia, e anche con quelle geografie di cui non si parla perché non si può parlare. Lo aveva fatto Matteo Garrone con Gomorra, in quella Louisiana d’Italia che è l’hinterland napoletano dei clan e dei kalashnikov. Forse non importa che Minervini sia italiano o meno: è cinema e, appunto, è mondo, cultura, idea. Ma se l’America più profonda riesce ad essere ri-velata da uno sguardo straniero i fatti sono due: o abbiamo ancora intellettuali in grado di una lucida capacità di analisi, e finiamola con il piagnisteo della morte della cultura italiana, o la Louisiana – in Italia – l’abbiamo nel sangue. (MB)

Articoli recenti

  • Attualità

exibart 131 contro l’arroganza, il pregiudizio e il gossip a tutti i costi

L'uscita del numero di exibart 131 è stata l'occasione di un'analisi su censura e soft power oggi. Un momento necessario…

11 Febbraio 2026 20:41
  • Arte contemporanea

Alla Biennale di Lione 2026 si riscoprirà l’economia poetica di Robert Filliou

Curata da Catherine Nichols, la Biennale di Lione 2026 esplorerà il legame tra economia e arte, ispirandosi al pensiero di…

11 Febbraio 2026 16:26
  • Mercato

PRIVATE VIEW. Promuovere l’arte secondo Banco BPM

Un nuovo spazio su exibart, promosso da DUAL Italia, interamente dedicato al collezionismo e al mercato dell’arte. Ecco la visione…

11 Febbraio 2026 13:54
  • Fotografia

Sentire l’altro con delicatezza, nelle immagini sensoriali di Betty Salluce

Allo showroom Gaggenau di Milano, una mostra di Betty Salluce apre un nuovo punto di vista sul rapporto tra corpo…

11 Febbraio 2026 13:30
  • Arte contemporanea

Respira, scioglie e ritorna. Il progetto inedito di William Kentridge al MAXXI di Roma

Dopo dieci anni, William Kentridge e Philip Miller tornano a Roma con BREATHE DISSOLVE RETURN, cine-concerto immersivo ospitato nella galleria…

11 Febbraio 2026 13:17
  • Arte contemporanea

Una everywoman sale sul Fourth Plinth di Trafalgar Square: l’opera di Tschabalala Self

Da settembre 2026, il piedistallo “vuoto” più famoso di Londra ospiterà Lady in Blue: la nuova commissione pubblica dell’artista americana…

11 Febbraio 2026 12:30