Categorie: Il fatto

Meno male che c’è Gerhard!

di - 2 Marzo 2016
In Germania si potrebbe consumare un vero e proprio scandalo culturale: il Morsbroich Museum di Leverkusen, a 20 chilometri da Colonia, potrebbe chiudere i battenti per consentire alla cittadina di raggiungere i suoi obiettivi di austerità.
La proposta ha sconcertato tutto il mondo dell’arte, al punto che anche il più famoso artista  tedesco vivente, nonché il più quotato, Gerhard Richter ha voluto esporsi per dire la sua, attraverso una lettera aperta in cui ha specificato chiaramente che i musei non sono un mezzo per fare cassa.
Come se non fosse bastata la lezione di Detroit, che in uno sciagurato piano di rientro dopo il default della metropoli, aveva pensato di vendersi i tesori dell’Art Institute. Una bella idea, visto che con le opere non si sarebbe comunque coperto il “buco”, e la città sarebbe rimasta a secco anche di “preziosi”.
La miopia, tra burocrati ed economisti, in questi campi raggiunge livelli paradossali, senza vedere a un palmo dai propri deficit. E ancora una volta viene proprio da chiedersi se, davvero, l’arte possa essere usata come “bene rifugio” per sopperire ai disastri delle amministrazioni.
Secondo la società di consulenza KPMG la chiusura dell’istituzione tedesca permetterebbe di risparmiare quasi 800mila euro l’anno, un consistente contributo per risanare la difficile situazione economica della città. Leverkusen è infatti tra i 60 comuni iscritti al programma di assistenza finanziaria federale tedesca, e ciò significa che in cambio dei fondi elargiti dallo Stato la città si impegna a seguire rigorose misure di austerity.
L’alternativa alla chiusura potrebbe essere la vendita di alcune opere di proprietà del museo, scelta non vista di buon occhio in Germania, oppure cedere il Morsbroich a un privato. Quel che è ancora poco chiaro è, ancora una volta, come l’eliminazione dallo scenario culturale di un luogo definito “la gemma della regione” possa davvero arricchire i cittadini di Leverkusen. Alla fine di tutti i conti, provate a farli. Meno male che c’è Gerhard, che lo ricorda! (gt)

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