Categorie: Il fatto

Quell’Europa, | che tanto si dice

di - 5 Maggio 2017
I nati negli anni ’80 sono cresciuti con il mito dell’Erasmus: quei sei mesi, o un anno, che permettevano di allontanarsi un po’ dal proprio recinto, per vedere com’era l’Europa. Non importa se era Finlandia o Repubblica Ceca, mentre tutti sognavano la Spagna e, per alcuni fortunati, si aprivano le porte di quella che oggi sembra la chiusissima Inghilterra: il progetto Erasmus è stato una sorta di ideale “Grand Tour” per imparare una nuova lingua, per costruire relazioni, per innamorarsi, per crescere.
E allora? E allora bene che i Ministri Franceschini, Azoulay e Böhmer abbiano sottoscritto, a Roma, la proposta al Commissario Europeo Tibor Navracsics e alla Presidente della Commissione Cultura del Parlamento Europeo Petra  Kammerevert di introdurre il programma “Mobility in Culture” tra le nuove oppurtunità che l’Unione dovrebbe dare ai propri figlioli. “Il progetto – si legge nel documento – è inteso a facilitare scambi tra giovani artisti e professionisti della cultura e prevede il sostegno a stage e programmi di residenza in ambito europeo nel settore artistico, culturale e creativo. Il nuovo programma, rifacendosi alla positiva esperienza di Erasmus, permetterebbe a molti giovani europei di sviluppare esperienze e capacità attraverso il confronto con le istituzioni culturali, sia private che pubbliche, di altri Stati membri”.
Già nell’arte, nella danza, nel cinema, nel teatro, spesso ci si impegna a trovare percorsi fuori dal nostro Paese, e un incentivo reale (anche economicamente parlando) sarebbe assolutamente propositivo. Forse anche i nostri artisti, di cui si rimarca costantemente l’accasamento sotto il cielo del Belpaese, potrebbero trarne un giovamento futuro. Forse anche il nostro stesso vacillante sistema di promozione del contemporaneo. Lo diciamo da molto tempo: “Attraverso l’esperienza nel mondo del teatro, del cinema, dei musei, dei centri di produzione culturale di altri Paesi europei i giovani artisti potranno confrontarsi con un contesto ampio, condividendo idee, ispirazioni e progetti creativi”. Se ora ci pensa anche il Ministero allora, forse, c’è speranza. (MB)

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Addio a VALIE EXPORT, pioniera della body art e dell’arte femminista

È morta a Vienna, nel giorno del suo ottantacinquesimo compleanno, VALIE EXPORT: figura centrale della performance art, ha trasformato il…

14 Maggio 2026 23:06
  • Musei

Lorenzo Balbi sarà il nuovo direttore della rete dei Musei di Verona

Dopo quasi dieci anni alla guida del MAMbo, Balbi termina l'incarico bolognese passando alla guida della articolata rete museale di…

14 Maggio 2026 19:57
  • Bandi e concorsi

Nuovi pittori italiani a Londra: aperta la call Artist in Residence 2026

Artist in Residence 2026: ancora pochi giorni per candidarsi al programma di residenza promosso da Camberwell College of Arts, University…

14 Maggio 2026 17:20
  • Mostre

Tutto l’oro di Georg Baselitz. I suoi ultimi lavori in mostra alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia

Alla Fondazione Giorgio Cini Eroi d’Oro ripercorre gli ultimi lavori realizzati da Georg Baselitz prima della sua morte. La mostra,…

14 Maggio 2026 16:30
  • Mostre

Giuseppe Stampone in mostra alla Prometeo Gallery con “Saracinesche”

La mostra di Stampone, aperta fino al 29 maggio presso la galleria milanese, è accompagnata da un testo critico di…

14 Maggio 2026 16:30
  • Progetti e iniziative

Con MOUE Festival, il design “fuori fuoco” torna ad attraversare Foggia

Entra nel vivo la seconda edizione di MOUE, il Festival della Grafica Sociale che anima Foggia con mostre, laboratori, talk…

14 Maggio 2026 15:35