Categorie: Il fatto

Show che fanno bene all’arte

di - 6 Luglio 2016
Avete presente quanto tempo un visitatore non eccessivamente interessato passa davanti a un’opera d’arte, quando visita un museo? Due secondi.
Avete letto bene. E il passo successivo è la messo online dell’icona su Instagram. Se è vero che sempre più persone frequentano i musei, non è altresì vero che nei musei si vede davvero quello che è esposto, e per la prima volta forse – tramite la televisione – qualcosa potrà cambiare nella percezione.
“Fake! The Great Masterpiece Challenge” è infatti un sorta di reality show che metterà gli spettatori nella “nuova” condizione di osservare, insinuando tra i pezzi dei musei del Paese, fino al prossimo agosto, delle opere false.
A partecipare sono le pareti della Scottish National Portrait Gallery di Edimburgo, il National Museum di Cardiff, la Guildhall Art Gallery di Londra, la Manchester Art Gallery, la Lady Lever Art Gallery di Port Sunlight a Wirral e la  Walker Art Gallery di Liverpool.
Tra i concorrenti saranno individuati dieci finalisti, e il vincitore che azzeccherà più “fake” riceverà una copia di un capolavoro britannico del valore di 5mila sterline.
“Il concorso ha lo scopo di stimolare la contemplazione e la pazienza dell’osservatore in un momento di annullamento dei tempi di attenzione, dove le persone diventano sempre più dominate dal ritmo veloce della tecnologia digitale”, si legge nella spiegazione del contest. Già, perché nell’epoca della velocità anche la percezione umana si è adattata ai tempi. Che non coincide esattamente con i tempi dell’arte. E allora ben venga, da quel “canale” che ha contribuito ad anticipare il nostro presente, la possibilità di mettere una pezza alla falla. (MB)

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