LâUnione Europea non vuole piĂš finanziarla a causa, si legge sul sito della European Youth Orchestra, âdi scarsa disponibilitĂ di fondiâ. Lâorchestra di giovani, e sono 160, fondata da Claudio Abbado e ormai al quarto decennio di vita, quella che si rimarca essere âeccellenza dâEuropaâ, potrebbe essere unâesperienza da inscatolare a breve e mettere nei ricordi. Ma che bel traguardo! Ma che bel continente! In Italia ogni giorno si parla di nuove entrate, di piogge di fondi, si creano i caschi blu per il patrimonio in pericolo, câè lâArt Bonus e i suoi âsgravi fiscaliâ e poi nulla, non si riesce a mantenere unâorchestra internazionale? Qualcuno pare ci marci sopra, sia su un tema sia sullâaltro.
Franceschini, ministro chiamato in causa insieme a Schulz e Mogherini, con una lettera aperta firmata da una campagna internazionale per cui ha firmato anche la Filarmonica del Teatro alla Scala di Milano, ha scritto la âsolitaâ lettera in cui si appella alla responsabilitĂ della EU: âVi è la necessitĂ di operare ogni possibile intervento che garantisca il proseguimento dellâattivitĂ della European Union Youth Orchestra, la cui esistenza è a rischio a causa dellâassenza di finanziamenti che non le permettono di operare dal primo settembre 2016â.
Bene, allora perchĂŠ non ci si mette immediatamente dâimpegno con qualche task force di quelle che conosciamo bene, e usate anche come propaganda politica?
Dal canto loro, invece, i musicisti spiegano: âSia lâUnione Europea che gli Stati membri hanno accettato con indifferenza totale che si spengano i riflettoriâ, mentre dalla Scala il messaggio è stato il seguente: âLa EUYO è storia, identitĂ , crescita culturale di una comunitĂ di popoli. Per questa ragione chiediamo che Tibor Navracsics, European Commissioner for Education, Culture, Youth and Sport, intervenga affinchĂŠ dal primo settembre la Euyo non sia solo un ricordo della nostra cara vecchia Europaâ.
Ed è di nuovo Franceschini ad aver pensato a una soluzione, anzi, ad un âattimoâ: âIl mio auspicio è che, in occasione della riunione del Consiglio dei Ministri della Cultura dellâUnione Europea [ovvero oggi, ndr], si possa trovare un momento per affrontare insieme questo tema urgente ed essenzialeâ. PerchĂŠ si parla tanto, sempre, di unione, cultura, giovani, eccellenze, bellezze, meraviglie varie ed eventuali, ma la verità è che il Maestro Abbado è morto il 20 gennaio 2014, e qualcuno avrĂ pure pensato che sĂŹ, questa orchestrina âunitaâ può anche affondare. Come la vecchia Europa che abbiamo di fronte agli occhi. (MB)