Il vento della novitĂ ? Pare che in Italia, anche quando si annuncia o per un attimo si sente tirare, sia una sorta di allucinazione collettiva.
Ci pensano le esternazioni di diversi politici a far crollare i castelli: Salvini, per esempio, annuncia una marcia contro Renzi (identificato come lo Stalin italiano) per il 25 aprile, giorno della ricorrenza della liberazione del Paese dallâoccupazione tedesca nazista. Una bella data simbolica, che invece di portare aria di unificazione in questo caso porta strani venti di secessione.
Nel suo jâaccuse Salvini parla di Renzi come il âcontrolloreâ militare degli affari di scuole, tribunali, tv, banche, e inneggiando al popolo di fare la rivoluzione. Idee un poâ confuse, a quanto pare, visto che quando era al potere il leader Berlusconi chiunque parlasse di monopolio e leggi ad personam era tacciato di essere reazionario o, alla bellâè meglio, farneticante.
Vero, la politica non è il nostro campo, ma le dichiarazioni di queste ore che arrivano a dimostrare ancora una volta un Paese frantumato e sfinito, passano da quei vecchi incalliti al potere e non fanno che opprimere lâaria. E che dire poi della candidatura di Guido Bertolaso a sindaco di Roma? Secondo Berlusconi e Meloni sarĂ lâunico capace di rimettere in sesto la cittĂ . Peccato che per lâorganizzazione del G8 alla Maddalena e per la ricostruzione dellâAquila, lâex capo della Protezione Civile sia stato indagato per sospetti di corruzione e scambi di favore, e alcuni suoi collaboratori sono ancora sotto processo. Ma non avevamo detto che i âmacchiatiâ dovrebbero stare fuori dagli affari della politica? Bentornati nel mood degli improponibili. PerchĂŠ di nuovo, sotto il sole, pare non esserci un bel niente. (MB)