Categorie: Il fatto

Tu voi fa l’americano

di - 18 Dicembre 2014
C’è chi vuole far tornare agli antichi fasti i nostri monumenti più illustri (Franceschini per il Colosseo), ma ancora non ci hanno comunicato su chi ci si metterebbe al posto delle fiere e dei gladiatori e chi più modestamente li vuole usare per il calcio: è il “dream” del presidente dell’As Roma James Pallotta. E c’è chi ancora i nostri pezzi antichi li vuole mandare in America per farli studiare.
L’idea è del sindaco Marino di Roma e il suo “dream” si chiama The hidden treasure of Rome (il tesoro nascosto di Roma). Che però detto in inglese suona meglio, anche perché sappiamo che all’estero, più che da noi, sono apprezzate le mosse di Marino tipo la chiusura di via dei Fori Imperiali.
Il punto è però, come è già stato ricordato al nostro sindaco, che in Italia ci sono fior di scuole di archeologia e di antichistica e che insomma non è propriamente una bella cosa mandare altrove – negli Usa e in particolare all’università del Missouri dove sono già arrivati 249 reperti (perché proprio in Missouri poi? boh) – i nostri tesoretti, come se qui non si sapesse che farne mentre lì, si legge nel sito internet di Ignazio Marino “saranno oggetto di accurati programmi di ricerca ed analisi, per poi essere restituiti alla città, classificati e catalogati”.
A coprire le ingenti spese di viaggio dei nostri beni culturali più antichi e probabilmente l’assicurazione e altre necessità provvede in buona parte Enel con un accordo stipulato già a maggio scorso e che ora entra nel vivo. Ma sono soldi veri, con cui si potrebbero fare molte altre cose.
E non solo. Ci chiediamo se invece di far viaggiare i nostri pezzi e farli tornare a casa ben catalogati non si potesse investire quei fondi, magari sempre grazie ad Enel, per mettere al sicuro i nostri beni culturali minacciati, per esempio, anche dalle varie bombe d’acqua che si abbattono sempre più insistentemente sull’Italia, Roma compresa.

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