Categorie: Il fatto

Uno, cento, mille Califfi

di - 10 Marzo 2016
L’attenzione, oggi, torna al Califfato. E stavolta sono i numeri di un presunto pentito a far saltare un po’ sulle sedie. A Sky News sarebbe stato infatti consegnato un file che conterrebbe le schede di oltre 22mila nomi di jihadisti dell’Isis, provenienti da oltre 51 Paesi. Alcuni sarebbero già stati uccisi, altri si sono arruolati allo Stato Islamico nonostante vere e proprie carriere, come quella di Abdel Bary, rapper 26enne di Londra, che si è unito all’Isis nel 2013 e ci sono anche numeri di telefono ancora attivi e pare anche una casella “martiri”, che riporterebbe coloro che si sono immolati per la causa. Un po’ come avrebbe fatto l’imam somalo di 22 anni che pare stesse progettando un attacco alla Stazione Termini. Un soggetto definito “pericoloso, intelligente e istruito”, che esaltava il massacro di Charlie Hebdo e il martirio della jihad e che era ospitato in un centro di accoglienza in Molise. E poi ancora, colui che viene definito il nuovo capo dell’ISIS in Libia, Abdel Qader Al-Najdi, ha dichiarato che si dimostrerà all’Occidente e ai nuovi crociati contro l’Islam, tra cui vi sono oltre alla Gran Bretagna e la Francia, anche l’Italia, come il Califfato si vendicherà.
Insomma, una giornata per tutti i gusti, consapevoli certo che le politiche dei Paesi interessati e le loro coalizioni abbiano avuto un ruolo determinante nella creazione di questa faccenda, ma per un attimo si resta perplessi e ci si chiede davvero se il terrorismo davvero sia “senza volto”, o se invece si sia semplicemente fatto finta di non vederlo, in tutti questi anni, mentre progettava di fronte alla nostra (in)consapevolezza. O, peggio, al “nostro” benestare. (MB)

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