Categorie: in fumo

in fumo_movie | 300

di - 25 Settembre 2007

Le frecce delle migliaia di arcieri oscurano il cielo. E i fiumi si prosciugano quando le truppe vi si abbeverano. Frank Miller chiama l’armata persiana “un Dio affamato”. E dalle pagine della sua graphic novel più premiata, 300, la fa rivivere, come produttore, nella pellicola campione d’incassi al cinema. Pellicola che, come già era avvenuto per Sin City, ridisegna i confini tra celluloide e cellulosa, tra cinema e fumetto, proponendo una nuova scuola visiva, tanto stupefacente quanto sintetica. Al contempo, senza pretese di autorevolezza storica, s’inserisce nel contesto di uno scenario bellico, quello del 480 a. C., che letto in chiave contemporanea appare come la quintessenza del politicamente scorretto. 300 ha infatti esordito nella sua corsa verso la naturale ascesa agli incassi con un anatema lanciatogli dal popolo iraniano per bocca del suo stesso presidente: “I nostri antenati persiani non erano i mostri che si vedono nel film”. È stato accusato di militarismo e pure di nazionalismo. Ma Miller è un autore di fumetti, non uno storico o un antropologo. La sua interpretazione della battaglia delle Termopili altro non è che una rilettura sofisticata (e graficamente sgargiante) della sensazione che ebbe, da bambino, quando conobbe per la prima volta la storia di Leonida e dei suoi trecento: un eroe impavido che lotta coi suoi fratelli per proteggere tutto quello che ama. E non è poi tanto diversa, nell’enfasi, da come certi storici greci ce l’hanno fino a oggi raccontata.

È una ballata romantica, una storia d’amore in un contesto di guerra, questo film, come il fumetto. Non una metafora dello scontro di civiltà. Gli spartani di Miller sono un po’ come gli X-men di Claremont: veri supereroi. Non sono uomini come gli altri. Staccano le braccia colpendo in volo gli avversari. Puntando i piedi, respingono migliaia di guerrieri. Li gettano in mare. Leonida è come Batman: uno spartano. Essenziale, minimalista, determinato, irriducibile. Impavido. Qui non si parla del mito del superuomo, ma della concezione romantica del superuomo di stampo fumettistico. Ed ecco che le tavole del fumetto rivivono nei mantelli degli spartani, colorati di un rosso acceso più del sangue dei nemici, contrapponendosi ai colori di terra, scale di grigio e marrone del campo di battaglia. Ai toni scuri delle divise del nemico, che nelle fattezze ricorda l’orda di Sauron de Il signore degli anelli. È così che, in un capannone foderato di blu, rinasce un mito del fumetto moderno: ore e ore di post-produzione per dipingere e inchiostrare la celluloide come le tavole, a suo tempo. Ma non si scandalizzino i puristi, i dogmatici del cinema, perché è dai tempi di Elliot il drago della Disney e, successivamente, dei vari Roger Rabbit, che il cinema fonde realtà e finzione attraverso l’uso degli effetti speciali. E ancora: se il cinema prende a piene mani le idee dal mondo del fumetto, ossia l’humus stesso di qualsiasi processo creativo, non è forse lecito che omaggi questa arte sia nella forma che nella sostanza? 300 è un fumetto, prima di un film. Magari pecca nel tempismo della messa in scena, questo sì. Ed è un’operazione furbesca, dal punto di vista del marketing. Ma prendetelo per quello che è: una maestosa scarica d’adrenalina, di quella che ogni tanto anche il cinema riesce ancora a regalarci. Diventerà un classico, comunque.

articoli correlati
Cinema dell’irrealtà
link correlati
300

stefano giuntini




300 (Usa, 2007 – durata 117′)
Regia di Zack Snyder
Sceneggiatura di Kurt Johnstad, Michael Gordon, Zack Snyder
Cast: Dominic West, Rodrigo Santoro, Lena Headey, Gerard Butler, David Wenham


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Tra i padiglioni più belli della Biennale 2026 c’è quello della Santa Sede

Il Padiglione della Santa Sede trasforma il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi in una partitura in tempo reale. Con "L’Orecchio…

3 Giugno 2026 23:30
  • Mercato

Per la Next Gen del collezionismo, comprare opere non basta più

Lo dice il nuovo report di Larry’s List: la nuova generazione sposta il baricentro dall’acquisto alla costruzione di ecosistemi culturali.…

3 Giugno 2026 23:15
  • exibart.prize

exibart prize incontra Vincenzo Frattini

Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore

3 Giugno 2026 18:03
  • Design

Alessandro Mendini a Villa Giulia: le cose, le stanze, il progetto

A Verbania, fino al 27 settembre 2026, Villa Giulia accoglie una retrospettiva dedicata al designer Alessandro Mendini, tra oggetti iconici,…

3 Giugno 2026 18:00
  • Mostre

Quando i traumi diventano opere d’arte: la grande retrospettiva di Tracey Emin alla Tate Modern

Fino al 31 agosto, continua a Londra la più grande mostra mai realizzata su Tracey Emin. Tra aborto, malattia, violenza…

3 Giugno 2026 17:50
  • Architettura

A Londra apre il Serpentine Pavilion 2026: ecco il progetto di LANZA atelier

In apertura a Londra il Serpentine Pavilion 2026 progettato da LANZA atelier: una struttura sinuosa in mattoni per il 25mo…

3 Giugno 2026 16:10