Banksy sempre più politico
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L'intorpidimento e l'assenza di senso critico richiedono messaggi semplici, possibilmente retorici, possibilmente su fatti di cronaca, dove un macro-potere dominante ha creato l'ennesima ingiustizia. Bansky in questo è bravissimo. Non si tratta di fare l'ennesima opera ma di inizarla a vedere là dove sembra non esserci, in questo modo possiamo fare la rivoluzione. Il problema dell'arte di Bansky, come di molta arte, tra la provocazione e l'impegno sociale, è quello di portare le questioni ad una dimensione macro, quando è ormai evidente come l'unico spazio politico rimasto sia il nostro micro. La nostra dimensioni privata e locale. La nostra casa è l'unico parlamento. Come se uno ci ricordasse ogni giorno che la soluzione sta su Marte. La cosa diventa irritante soprattutto se l'ingiustizia viene strumentalizzata con la stessa velocità con cui il passante o lo spettatore del museo la digeriscono e la dimenticano subito. Quindi la vera opera è in queste foto: http://whitehouse2014.blogspot.it