Categorie: La foto

Club Culture. La contro-cultura è in mostra al Pecci

di - 16 Luglio 2019
Le testimonianze della contro-cultura sono in mostra al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci. Film, fotografie d’epoca, manifesti, abiti e opere d’arte, insieme ad installazioni luminose e copertine di dischi, raccontano la storia della Club Culture. “Night Fever. Designing Club Culture 1960 – Today” è la mostra itinerante prodotta dal Vitra Design Museum e ADAM – Brussels Design Museum.
La volontà di indagare i luoghi non convenzionali del sapere entra nei locali notturni e nelle discoteche. È in questi luoghi che andavano mettendosi in discussione codici e convenzioni, mentre si esploravano nuove frontiere e stili di vita alternativi. Partendo dalle discoteche degli anni Sessanta, la mostra segue un percorso cronologico che parte dall’Electric Circus (1967) di New York, progettato da Charles Forberg e dallo studio Chermayeff & Geismar, che influenzò club come lo Space Electronic (1969) di Firenze, ideato dal Gruppo 9999. Lo Space Electronic rappresenta uno degli esempi di collaborazione con i protagonisti dell’architettura radicale italiana, un movimento che riuniva tendenze di ricerca e sperimentazione, rifiutando il concetto funzionalista secondo il quale la forma deve seguire la funzione. Tra questi esempi si annoverano anche il Piper (1966) di Torino e il Bamba Issa (1969), la discoteca ispirata a “Paperino e la clessidra magica”, fumetto di Topolino del 1951. Sfruttate le potenzialità del colore, del kitsch, dell’ironia, il movimento razionalista amava sovversioni e distorsioni. Negli anni Settanta discoteche come Mudd Club (1978) e l’Area (1978) di New York fondevano musica e arte, dando possibilità di esordire ad artisti come Keith Haring e Jean-Michel Basquiat. Passando anche attraverso gli anni Ottanta e Novanta, la mostra arriva ad indagare la Club Culture fino ai giorni nostri, con un accento su come gli architetti di oggi si confrontino nuovamente con la tipologia del locale notturno.
La Club Culture ha generato opere d’arte totali, luoghi di libera espressione dove design, illuminazione, moda, grafica ed effetti sonori insieme raccontano l’affascinante mondo delle sottoculture. Questo mondo rivive al Centro Pecci, e si arricchisce di un’installazione musicale e luminosa di Konstantin Grcic e Matthias Singer che immerge i visitatori direttamente nell’era della ‘Night Fever’. (Veronica Cimmino)

Articoli recenti

  • Mostre

“La Geometria della Grazia”: il rigore architettonico e il glamour senza tempo di Horst P. Horst

Presso Le Stanze della Fotografia, sull’isola di San Giorgio Maggiore, fino al 5 luglio, una grande retrospettiva dedicata a Horst…

15 Marzo 2026 0:02
  • Arte contemporanea

Romero Paprocki ha aperto a Milano

La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…

14 Marzo 2026 16:02
  • Personaggi

Alfredo Accatino racconta la Cerimonia Paralimpica all’Arena di Verona

Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…

14 Marzo 2026 14:30
  • Progetti e iniziative

Alla Fondazione Il Bisonte di Firenze quattro artisti rileggono la tradizione della grafica

La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…

14 Marzo 2026 12:30
  • Arte contemporanea

L’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con la poetica dell’antifragile di Margaret Whyte

Margaret Whyte rappresenterà l’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con un’installazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…

14 Marzo 2026 11:30
  • Attualità

Chi ha bisogno del vero nome di Banksy? Anonimato e potere in cinque opere chiave

L’inchiesta di Reuters sull'identità di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Un’analisi del suo…

14 Marzo 2026 10:51