Categorie: La foto

Il sogno americano di Robert Frank

di - 9 Novembre 2017
Il 9 novembre di 93 anni fa nasceva a Zurigo Robert Frank, uno dei protagonisti più importanti della storia della fotografia, definito dal New York Time Magazine “il più influente fotografo in vita”, conosciuto soprattutto per The Americans, progetto che cambiò per sempre il modo di vedere il reportage. Stiamo parlando di una raccolta di foto, alcune nella nostra gallery di oggi, che Frank scattò nella seconda metà degli anni Cinquanta viaggiando attraverso 48 stati degli Stati Uniti. Trasferitosi qui nel 1947, iniziò a lavorare prima come fotografo di moda per Harper’s Bazaar e poi come freelance, ma già in quegli anni iniziava a delinearsi il suo stile particolarissimo, che però non venne accolto con successo: quelle foto molto sfocate e mosse, con inquadrature insolite, non andavano bene per le riviste del tempo, abituate a scatti impeccabili e senza sbavature. Così nel 1955 seguì il consiglio del suo maestro Walker Evans, fece richiesta alla Fondazione Guggenheim per una borsa di studio e con i soldi che ottenne realizzò, tra il 1955 e il 1956, 27mila fotografie che come un “poema per immagini” ci raccontano di un America on the road, vista con uno sguardo completamente nuovo. Nel 1958 il lavoro fu pubblicato in un libro, accompagnato da una prefazione di Jack Kerouac, suo caro amico insieme ad altri personaggi chiave della Beat Generation. Nel 1959 abbandonò la fotografia per dedicarsi al cinema, e insieme al pittore Alfred Leslie, diresse il suo primo film, “Pull My Daisy” considerato come punto di inizio del New American Cinema. Per poi riavvicinarsi alla fotografia solo negli anni Settanta, con uno stile completamente nuovo, incentrato sull’uso del collage. Se volete addentrarvi ancora di più nel mondo di Robert Frank, il 17 novembre, in occasione di Vogue PhotoFestival, alle 20.15 da BASE Milano, verrà proiettato Don’t Blink, un documentario del 2015 che Laura Israel, anche lei fotografa, montatrice e regista ha dedicato alla storia e al lavoro di uno dei più importanti fotografi statunitensi ancora in vita. (NG)

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