Nel periodo in cui nulla sembrava muoversi, l’estate del 2012, spinti da una lettera di Francesco Galofaro prima e da un appello Luca Diffuse, un gruppo di architetti (e non solo), mise in moto una “macchina” denominata Normale.net, dove si provò a ribaltare il tavolo. Provando a proporre un progetto curatoriale, ed un progetto allestitivo, che partiva dal basso. Dalla rete. Dai contatti che giorno dopo giorno nascevano attraverso i social network Normale.net arrivò “lungo” di un giorno. Chiudendo i suoi “lavori” il giorno seguente, appunto, alla nomina di Luca Zevi.
Ora, memori di quella esperienza, perché – e parlo a chi se la sente – non cominciamo a muoverci fin da oggi con un movimento DAL BASSO per portare fin da subito e sotto gli occhi di tutti un progetto significativo e sopratutto rappresentativo dell’Italia, x l’Italia, nella manifestazione di architettura apparentemente più importante nel mondo dell’architettura?
Consolidare la famosa “massa critica” (che si strutturerebbe nel corso di questi due anni) come si fece con Normale.net. E come anche Stefano Mirti – con altri invitato da Luca Zevi – ha messo su facebook con GranTouristas?
Cominciare, o Ri-cominciare a discutere i temi dell’Italia presente e spero futura per presentare un Padiglione Italiano creato dalla rete e sulla rete – ma non solo.
Cominciare a discutere i temi (io personalmente vorrei che finalmente si parlasse dell’Italia in emergenza), muovere i contatti. Mettere in gioco le idee MUOVENDOSI FIN DA OGGI.
Facciamo capire che una macchina si è messa in marcia e che non aspettiamo nessuna nomina dall’alto ma lavoriamo affinché TUTTI si sia “nominati” curatori di quello che sarà il Padiglione Italiano alla Biennale di Architettura del 2014.
Abbiamo due anni.
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