Tuttavia, per la carica di segretario generale, Spano percepirà uno stipendio di 72mila euro lordi all’anno. E Bianchi? Retrocede anche di stipendio, oltre che di carica? Chissà . Ma Spano non è la sola nuova consulenza voluta dalla presidente Melandri: la giovane Beatrice Iori, con studi a Londra, è stata assunta in qualità di sua assistente personale.
Chiariamo: qualunque presidente ha il diritto di circondarsi delle persone che più ritiene opportune per sostenerlo nel suo operato. Ma che tutto ciò accada in un museo che è sempre vissuto sul crinale dei finanziamenti mancati o tagliati, non pare una bella mossa. Specie per far ripartire quello stesso museo e specie nel panorama generale dei musei italiani su cui si abbattono tagli su tagli. Vedi il Castello di Rivoli, tanto per dirne uno, e di un certo peso.
Poi, non è che queste siano le sole nomine (e relativi stipendi) che si annunciano a via Guido Reni. Facciamo un po’ di conti. Se nasceranno veramente i quattro, cinque (o sette?) dipartimenti previsti (ma quanti veramente e quali ancora non è dato saperlo), ci saranno altrettanti stipendi da mettere in bilancio, a parte i due degli ancora attuali direttori di MAXXI Arte e MAXXI Architettura, e cioè Anna Mattirolo e Margherita Guccione. Tolte loro, comunque si tratta di aggiungere altre due (o tre o cinque) poltrone con i relativi emolumenti.
E non basta. Perchè c’è il vertice maximo, e cioè il superdirettore con inevitabile superstipendio. Che non potrà essere di certo inferiore a quelli percepiti ora dalle attuali direttrici Arte e Architettura.
Quanto farà in totale? Quanto costerà il museo alla collettività , oltre quello che è già costato (di cantiere e dei primi tempi allegri, quando era ancora cantiere), mentre per la programmazione espositiva e non solo – i soli asset strategici che dovrebbero tenere degnamente in piedi il gigante di Zaha Hadid – si continua ad investire poco o niente? Situazione alla quale si aggiungono i rumors su possibili tagli ai piani bassi: leggi l’intero staff del museo (curatori, conservatori, restauratori e tutti gli altri) che fino ad oggi ha lavorato con, in media, 1.200 euro al mese.
Non è che i due milioni di euro, arrivati dal Mibac esattamente quando si è insediata Giovanna Melandri al posto di Pio Baldi, cominceranno ad essere erosi per le nomine di nuovi segretari, nuovi direttori o capidipartimento che siano? Noi, appassionato popolo dell’arte, ma anche occhiuto osservatore di ciò che gira intorno all’arte, vorremmo che fossero spesi per il museo, le sue mostre e la sua attività di ricerca.
Per la sua qualitĂ , insomma. E per incrementarne prestigio e visibilitĂ , in patria e fuori. Non per fare una spending review al contrario. (A.P.)
Al SAC - Spazio Arte Contemporanea di Livorno, il primo capitolo di una serie espositiva pensata come laboratorio aperto sulla…
La Direzione Generale CreativitĂ Contemporanea ha pubblicato l'avviso pubblico per la selezione dell'incarico di curatore del Padiglione Italia alla Biennale…
A cinquant’anni dalla Biennale Arte 1976, la Biennale di Venezia ripercorre il progetto di Janus dedicato a Man Ray, trasformando…
L'uscita del numero di exibart 131 è stata l'occasione di un'analisi su censura e soft power oggi. Un momento necessario…
Curata da Catherine Nichols, la Biennale di Lione 2026 esplorerĂ il legame tra economia e arte, ispirandosi al pensiero di…
Un nuovo spazio su exibart, promosso da DUAL Italia, interamente dedicato al collezionismo e al mercato dell’arte. Ecco la visione…