E mentre il signor B. si fa i suoi conti che non tornano e continua a fare il macho da bar con le donne, nel frattempo Roma ridiventa caput mundi: il nuovo premier, il nuovo parlamento, il nuovo presidente della Regione (e di default quello della Provincia), il nuovo sindaco, il nuovo presidente della Repubblica, e ora pure il nuovo papa.
Con il rischio che da caput mundi, diventi Kaputt o K.O., schiacciata dal peso di tanta pressione mediatica, tanti voti, conclavi e così via eleggendo.
Ma a noi l’umile, grande gesto ci piace parecchio. Altro che il più grande performer della storia, papa Wojtyla, così celebrato nientemeno che da Marina Abramovic che lo mostrava a suoi studenti come esempio di straordinaria capacità di scena e comunicativa! Altro che la Nona Ora di Cattelan, con (sempre) Wojtyla atterrato dalla meteorite. Qui la classe, l’immensità del fallimento è roba vera. Che neanche l’arte riesce ad eguagliare.
É in programma fino al prossimo 7 giugno, a Ulassai, la seconda edizione della Biennale d’Arte Contemporanea
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