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Fino al 19.V.2019 | Uno Spazio Banale E Inutile, Che Come Tanti Non Avrebbe Veramente Nessuna Ragione Di Esistere, Marco Schiavone | Lo.Ft, Lecce

di - 15 Maggio 2019
“Uno spazio banale e inutile, che come tanti non avrebbe veramente nessuna ragione di esistere”. È il titolo, meglio di ogni altra parola, a spiegare la nuova personale di Marco Schiavone (Torino, 1990), allestita a Lecce, fino al prossimo 19 maggio, a cura di FAC (Caterina Quarta, Alice Caracciolo e Giuseppe Amedeo Arnesano), negli spazi di LO.FT., spazio indipendente e polifunzionale nato nel 2015, dedito alla promozione della fotografia contemporanea, attraverso attività di formazione, editoria e mostre.
Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Cuneo, dove nel 2013 ha conseguito la laurea in Grafica, ed inserito da Cesare Biasini Selvaggi tra i “222 artisti emergenti su cui investire 2019” (Exibart Edizioni), Schiavone, a partire dal 2015 – anno in cui ha co-fondato Quiet Propaganda Studio, progetto incentrato sulla fotografia e la microeditoria – ha adottato la macchina fotografica come mezzo per indagare i rapporti tra l’uomo e lo spazio, il territorio e gli oggetti che ne determinano la forma, i colori, gli umori, in una parola, l’esistenza.
Una ricerca sui luoghi intesi come serbatoi archetipici di memorie e vissuti, iniziata nel 2017 con la prima personale intitolata “Qualcosa che sta per qualcuno al posto di qualcos’altro”, presso Spaziobuonasera a Torino, e che oggi prosegue con il lavoro leccese, pensato e realizzato in formula site specific. Per l’occasione l’artista si è concentrato sulla pietra, elemento identitario per eccellenza, fattore di progresso economico e culturale insieme. “Tenera come mollica di pane” secondo Michele Paone, la pietra leccese non solo ha reso possibile il tripudio della decorazione barocca ma ha anche colorato il paesaggio salentino con la sua inconfondibile tonalità gialla. Un materiale e un colore unici che disegnano il tacco d’Italia, ricamando le facciate delle chiese e dei palazzi e delimitando i poderi attraverso i muretti a secco, vere e proprie architetture rurali diffuse.
Marco Schiavone. Uno spazio banale e inutile, che come tanti non avrebbe veramente nessuna ragione di esistere, installation view galleria LO.FT, Lecce 2019
Proprio la forma compatta e sinuosa di questi ultimi è servita  da punto di partenza all’artista per la sua riflessione sullo straniamento. Ricomposto in galleria con tre andamenti differenti e poi fotografati dal medesimo punto di vista, il muro a secco è divenuto l’oggetto familiare che non ci si aspetta di trovare in un contesto avulso come quello della galleria: un elemento del territorio dotato di una forte riconoscibilità, improvvisamente privato della sua funzione e posizionato in un ambiente assai distante dal proprio. “Schiavone – precisa Arnesano nel testo critico che accompagna la mostra – non intende avvicinarsi in maniera realistica e fedele all’estetica classica dell’oggetto legato al concetto di mimesi, ma esalta la forma simbolica, quella identitaria e strutturale come conoscenza dello spazio e del territorio in continua trasformazione”. I tre scatti in mostra, unica testimonianza dell’azione di ricomposizione, da un lato ribadiscono il principio secondo il quale è l’assenza a rimarcare la presenza, dall’altro esaltano le specifiche potenzialità del mezzo, capace, nel frangente dello scatto, di bloccare per sempre attimi di vita, istanti irripetibili che divengono così replicabili all’infinito.
Nella sua ricerca Schiavone parte dall’assunto fondamentale che ciò che siamo abituati a vedere scompare nell’atto ultimo della visione. L’artista quindi ha scelto di decontestualizzare non per cancellare ma per esaltare la presenza e il valore memoriale che quel dato oggetto porta con sé. Usa poi lo straniamento che ne determina come meccanismo percettivo attraverso cui lo spettatore prende piena coscienza di ciò che lo circonda, prestandovi finalmente attenzione.
Carmelo Cipriani
mostra visitata il 4 maggio
Dal 4 maggio al 19 maggio 2019
Uno spazio banale e inutile, che come tanti non avrebbe veramente nessuna ragione di esistere, Marco Schiavone
Via E. Simini 8, 73100 Lecce
Orari: martedì, mercoledì e venerdì, dalle 16.30 alle 19.30
Info: +39 3498390640
collettivofac@gmail.com
www.loftexperience.it

Nato a Terlizzi nel 1980, è giornalista, critico d’arte e curatore indipendente. Dopo la laurea in Conservazione dei Beni Culturali presso l'Università degli Studi di Lecce, si perfeziona sull'Arte del Novecento all'Università degli Studi di Bari. Già cultore della materia in Museologia presso l’Università degli Studi della Calabria e docente a contratto presso l’Accademia di Belle Arti di Vibo Valentia, ha condotto studi specialistici e curato mostre per Soprintendenze, istituzioni e musei.  

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