Categorie: Libri ed editoria

libri_monografie | David Lachapelle | (taschen 2006)

di - 10 Maggio 2007

Data l’eco mondiale raggiunta dall’arte di David Lachapelle (Fairfield, Connecticut, 1963), ogni suo libro costituisce un evento. Il nuovo Heaven to hell è un enorme e lussuoso libroggetto racchiuso in un cofanetto. Come i due precedenti libri-molosso del fotografo statunitense, costituisce una sorta di antologica in contemporanea mondiale. E quello del libro-oggetto è un livello di comunicazione propriamente Pop, ancor più adatto a Lachapelle delle esposizioni “concrete”.
Con Heaven to hell, Lachapelle raggiunge una poetica talmente efficace da poter essere definita compiutamente warholiana. In effetti, guardando queste ultime serie, assistiamo ad uno scarto netto. Le grandi star (fra le tantissime: David Beckham, Courtney Love, Tobey Maguire, Jeff Koons, Red Hot Chili Peppers) non sono più celebrate con allestimenti fotografici costruiti intorno a loro. Piuttosto, vengono utilizzate alla stregua di oggetti. (Vi dicono niente Marilyn e Liz, quest’ultima peraltro presente anche in questo libro?) Le star vengono deturpate, disumanizzate, decontestualizzate. È tolta loro la possibilità eventuale di lamentarsi per questo trattamento: il fotografo potrebbe rispondere che, in fondo, non ha fatto altro che trattarle come avviene quotidianamente sui giornali, in tv e persino nel cinema deartisticizzato. Ed è proprio così: Lachapelle aggiunge solo il meccanismo della parodia, applicato con ferocia, indifferente a tutto. Lachapelle opera sulle star quello che potrebbe essere definito il corrispettivo Pop del Situazionismo.
Altro elemento eclatante sono le molte scene composite ch e l’artista allestisce, senza che il soggetto sia una celebrità. In questi quadretti, tutt’altro che ameni, vige un’assoluta intercambiabilità fra ogni elemento utilizzato o rappresentato: il sangue come lo sperma, come il ketchup, il cibo da fast food, la carne da macello come gli organi sessuali. L’oro come fosse urina, la merda come fosse ebano.
La Pop Art si compiaceva -o fingeva di farlo- del fenomeno stesso che criticava. In Lachapelle quest’atteggiamento è scomparso, per lasciar posto a una sorta di “fase etica”. L’unico compiacimento è per l’estetica messa in opera che, difficile non convenirne, è davvero notevole. L’unico elemento che confuta questa sorta di critica sociale popista è la sessualità. Ogni e qualsiasi oggetto usato da Lachapelle è erotico. Ogni singolo pixel è rivestito di sensualità: i protagonisti delle foto rispecchiano l’eccitazione dello spettatore, forse condividendo la sua eccitazione, forse scimmiottandolo. Piuttosto che un ammiccamento, questo sfruttamento generalizzato della sessualità (o sfruttamento della sessualità generalizzata) va considerato un valore aggiunto. Insegna Warhol: “Pop is about liking things”, e la sessualità è la “cosa” più rilevante della politica visiva attuale.
E intanto una grande mostra di Lachapelle a Palazzo Reale di Milano è stata annunciata per il prossimo autunno dal vulcanico assessore Sgarbi.

articoli correlati
Lachapelle al Museo Capodimonte
Rize, il film di Lachapelle
Intervista a Lachapelle
link correlati
www.davidlachapelle.com

stefano castelli


David Lachapelle – Heaven to hell
Taschen, Colonia 2006
Pagg. 344, € 49,99
ISBN 9783822825723
La scheda dell’editore

la rubrica libri è diretta da marco enrico giacomelli

[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Paesaggi possibili. Agnetti e l’ecologia del linguaggio a Roma, da Galleria Erica Ravenna

Fino al 20 aprile, in collaborazione con l’archivio Vincenzo Agnetti e con testi in catalogo di Andrea Bellini, la galleria…

13 Febbraio 2026 0:02
  • Arte contemporanea

Le Seven Deaths di Marina Abramovic, nell’antica cisterna sotterranea di Copenaghen

Le Cisternerne, suggestivo spazio espositivo ricavato nelle antiche cisterne dell'acqua di Copenaghen, ospiteranno una versione installativa delle Seven Deaths di…

12 Febbraio 2026 20:23
  • Arte contemporanea

A Milano Fondazione Elpis si espande con nuovi atelier e residenze per artisti

La Fondazione Elpis, fondata da Marina Nissim nel 2020, ridefinisce il proprio assetto mettendo al centro il rapporto tra pratica…

12 Febbraio 2026 16:55
  • Cinema

WikiFlix: è nata la piattaforma gratuita che riporta in vita il cinema di dominio pubblico

Oltre 4mila film senza abbonamento né registrazione: la nuova piattaforma WikiFlix aggrega titoli di pubblico dominio e li rende accessibili…

12 Febbraio 2026 15:18
  • Arte antica

Tintoretto restaurato: un ciclo frammentato si ricompone alle Gallerie dell’Accademia

Le Gallerie dell’Accademia di Venezia presentano, finalmente riunito, uno dei cicli meno visti della pittura veneziana del Cinquecento: quello delle…

12 Febbraio 2026 13:30
  • Mostre

Tra sogno e magia, da Dalí a Ontani: il Surrealismo in mostra a Mondovì

Negli spazi dell’Ex Chiesa di Santo Stefano, a Mondovì, una mostra riunisce le opere dei maestri del Surrealismo, dai primi…

12 Febbraio 2026 12:40