Palestine is Everywhere, Spread
Un mosaico di voci, scritture e immagini per raccontare la Palestina come luogo e come idea: si tratta dell’antologia collettiva Palestine Is Everywhere, un ampio lavoro che raccoglie testimonianze, poesie, saggi e opere visive da Gaza e dal mondo per dar forma a un archivio contemporaneo di resistenza e memoria.
Co-pubblicato da TBA21–Thyssen-Bornemisza Art Contemporary, Silver Press e the87Press, e curato da Skye Arundhati Thomas, Edwin Nasr e Gloria Habsburg, il volume si articola come molto più di un progetto editoriale: è un atto di solidarietà transnazionale, unendo scrittori, artisti e pensatori in un tempo segnato da distruzione, censura e perdita. Le parole e le immagini raccolte nelle sue pagine amplificano così l’attualità della lotta palestinese per l’autodeterminazione, intrecciandola alle più ampie battaglie globali per la giustizia e la liberazione.
L’antologia, che intreccia rigore teorico e urgenza vissuta, si impone come una delle più importanti raccolte contemporanee sul tema della resistenza palestinese.
Le pagine di Palestine Is Everywhere raccolgono diari, poesie, cronache di protesta, saggi teorici e lettere dal carcere, in cui la riflessione politica si intreccia con la testimonianza personale.
«Parlate con Gaza, non solo di Gaza» afferma Mohammed Mhawish, uno dei contributor del progetto. Questo invito ha orientato l’intero progetto editoriale: ogni testo, scritto tra bombardamenti, interruzioni e blackout, diventa un atto di sopravvivenza, «Un atto prezioso di resistenza, osservato con scrupolo», come scrivono i curatori.
Tra gli autori figurano Lujayn, Alaa Abd El-Fattah, Nasser Abourahme, Sahar Khalifeh, Laleh Khalili, Lina Meruane, Houria Bouteldja, Rahul Rao, Adam Rouhana, Ahmad Zaghmouri e molti altri: scrittori, accademici, artisti e poeti che, da Gaza alla diaspora, raccontano esperienze di vita sotto assedio e riflessioni sulla solidarietà planetaria.
«Ci sono momenti in cui il silenzio diventa complicità» scrivono Rosa Ferré e Markus Reymann, co-direttori di TBA21, nel testo introduttivo. «Le voci in queste pagine ci ricordano che piangere non significa arrendersi, che parlare è resistere all’annientamento, e che la testimonianza è la forma più feroce della speranza».
Avviato nel 2023, Palestine Is Everywhere continuerà nel 2026 con una piattaforma digitale interattiva, che presenterà una serie di opere visive, sonore e multimediali commissionate appositamente per ampliare l’orizzonte del progetto nel tempo presente.
Tutti i proventi del libro saranno devoluti a Medical Aid for Palestinians (MAP) e The Arab Group for the Protection of Nature (APN), riaffermando il legame tra cultura e azione concreta.
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