San Cristoforo, protettore dei viandanti e dei viaggiatori, è uno dei santi più cari all’immaginario collettivo dal Medioevo ad oggi. Invocato prima di intraprendere percorsi difficili, tra cui il guado di fiumi, il santo preservava dalla mala sorte, ovvero la morte improvvisa. La mostra attraverso le espressioni artistiche e devozionali si prefigge di individuare la diffusione dell’iconografia di S. Cristoforo in Italia e nelle Marche. In diverse sezioni saranno esposte in ordine cronologico: opere su tavola (Sec.XIV e XV); tele (sec. XVI, XVII e XVIII); opere di orificeria, stampe, disegni.
Tra le opere su tavola sarà possibile ammirare i polittici di Arcangelo di Cola da Camerino e di Guglielmo Veneziano, in entrambi i casi S cristoforo è raffigurato nei pannelli laterali.
Dopo la sezione dedicata al XVI sec., dove sono esposte opere di Vincenzo Pagani, Ercole Ramazzani e un dipinto attribuito da J. Spike ad Amico Aspertini, si passa alla ricca sezione del sec. XVII secolo in cui l’immagine del santo contunua a vivere nell’immaginario popolare trovando nelle Marche una inedita diffusione. In questa sezione opere di Giorgio Picchi, Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio e di Claudio Ridolfi, l’artista veronese a cui viene attribuita anche la “Crocifissione tra San Cristoforo e S. caterina d’Alessandria di S. cristoforo dei valli di Fossombrone.
Tra le stampe il famoso San Cristoforo di Guido Reni, tra i disegni quello attribuito a Lorenzo Lotto.
La mostra, è unìoccasione per ammirare i capolavori della Pinacoteca di Jesi di Lorenzo Lotto e la straordinaria galleria Rococò del primo piano del palazzo.
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Gentile dott. Pergolesi, in effetti tutte le marche credo siano in ripresa nel loro piccolo (ma bello...).
Salve
Jesi è increscita culturalmente, che ne pensate????