La terza presenza straniera nel ciclo White Project vede come protagonista Karin Andersen (Burghausen, Germania, 1966) che ormai da qualche anno vive e lavora a Bologna.
Il concetto di ibridazione è sicuramente la chiave di lettura ideale per interpretare il lavoro della giovane artista tedesca, che attraverso le sue opere crea un mondo fantastico in cui i confini fisici e naturali vengono sfondati in funzione di una rappresentazione fortemente incisiva. Ecco che le immagini escono da una logica antropocentrica dando vita ad esseri che pur mantenendo un comportamento tipicamente umano si differenziano da noi nelle peculiarità fisiche.
L’elaborazione delle opere è molto complessa e si basa solitamente sulla commistione di tecniche diverse, che vanno dalla fotografia alla successiva rielaborazione digitale ed al ritocco pittorico sul prodotto finito.
La serie presentata alla Galleria Marconi fa parte di una poetica sperimentale in cui le immagini, elaborate esclusivamente in digitale, diventano consequenziali: ogni elemento è parte di una logica narrativa forte e precisa che racconta lo sbarco di un’aliena in uno stagno . Anche in queste opere l’artista non si esime dalla rappresentazione degli ibridi, dalla modificazione digitale. L’aliena, infatti, con le sue orecchie a punta e la fronte maculata diventa un simbolo del disagio e rappresenta il senso d’inquietudine provato dall’artista nei confronti dei confini stretti di un universo antropomorfo.
La creazione di una realtà parallela dà modo all’artista di prendere le distanze dal caos della società creandone una proiezione onirica in cui definisce ed analizza con estrema sensibilità i mali del nostro mondo.
articoli correlati
Karin Andersen allo Studio d’Arte Cannaviello
forum correlati
La Giovane Arte
link correlati
intervistalartista – intervista a Karin Andersen
stefano verri
mostra visitata il 25 marzo 2003
Fino al 20 aprile, in collaborazione con l’archivio Vincenzo Agnetti e con testi in catalogo di Andrea Bellini, la galleria…
Le Cisternerne, suggestivo spazio espositivo ricavato nelle antiche cisterne dell'acqua di Copenaghen, ospiteranno una versione installativa delle Seven Deaths di…
La Fondazione Elpis, fondata da Marina Nissim nel 2020, ridefinisce il proprio assetto mettendo al centro il rapporto tra pratica…
Oltre 4mila film senza abbonamento né registrazione: la nuova piattaforma WikiFlix aggrega titoli di pubblico dominio e li rende accessibili…
Le Gallerie dell’Accademia di Venezia presentano, finalmente riunito, uno dei cicli meno visti della pittura veneziana del Cinquecento: quello delle…
Negli spazi dell’Ex Chiesa di Santo Stefano, a Mondovì, una mostra riunisce le opere dei maestri del Surrealismo, dai primi…