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fino al 23.II.2003 | Enrico Galluppi collezionista | Pesaro, Musei Civici

di - 14 Gennaio 2003

In occasione dell’esposizione della collezione Hercolani a Bologna, l’omonima sala dei Musei Civici di Pesaro è stata allestita per ospitare alcuni tra i più significativi, e per ora studiati, pezzi della donazione Galluppi. Enrico Galluppi (Roma, 1915-1998) è stata una delle figure intellettuali più riconosciute nel panorama artistico italiano del secolo scorso: poeta, critico d’arte ed elzevirista attivo sulle maggiori riviste italiane del Novecento.
Il carattere multiforme della sua collezione ha permesso che i lasciti fossero divisi tra i musei di Faenza, Penne, Urbania e Pesaro, toccando a quest’ultima un cospicuo numero di pitture (in tutto centotrentaquattro), databili tra il XVII ed il XX secolo. Per i Musei Civici di Pesaro si tratta di un’importante accrescimento delle collezioni soprattutto dal punto di vista documentaristico, poiché il nuovo nucleo andrà a configurare una vera e propria sezione ottocentesca della Pinacoteca, non presente fino ad ora. Ma la donazione rappresenta un’opportunità per la città che trascende lo scandaglio storico-critico e si rivolge principalmente al pubblico locale, cui dar conto di questo significativo arricchimento del patrimonio museale.
La mostra è suddivisa in tre piccole sezioni: Galluppi e l’Ottocento, i ritratti di Galluppi, Galluppi e la Scuola Romana. Nella prima sala sono esposti ventuno dipinti ottocenteschi di piccolo taglio, omologati da una cornice di color grigio satinato che ne risalta i colori, grazie anche ad una giusta illuminazione. Tra questi spiccano alcune interessanti opere di Francesco Paolo Michetti, Francesco Podesti, Giovanni Segantini, che hanno permesso agli storici dell’arte di studiare pitture inedite delle più importanti scuole dell’Ottocento. La seconda sala si apre con alcuni ritratti del Galluppi sia in pittura che in disegni, firmati De Pisis, Mafai, Maccari, Cagli, si prosegue poi con alcune nature morte, attribuite ai medesimi artisti dallo stesso collezionista, per chiudere, infine, con una rassegna di documenti, soprattutto a stampa, relativi alla vita e all’opera di Enrico Galluppi.
Con la donazione, avvenuta nel 2001, si è dato il via ad un progetto di studi e ricerche atto non solo all’individuazione di valide attribuzioni per opere ancora oggi sconosciute alla critica, ma anche a restituire il profilo di un personaggio singolare nella sua veste di collezionista, quale fu Enrico Galluppi. Egli infatti acquistava opere perseguendo un preciso itinerario storico-critico, che rispecchiasse i suoi studi, o meglio le sue investigazioni nel campo della storia dell’arte, per questo numerosi sono i bozzetti, i disegni, ossia gli strumenti che meglio potevano chiarirgli il percorso creativo di un artista. Del resto Galluppi andava ricercando proprio lo stato sentimentale, evocativo dell’opera d’arte, più che la sua comprensione in ambito culturale ed ornamentale. In particolare Galluppi con i suoi scritti, le sue poesie diventerà una delle fonti più attendibili per interpretare la poetica della Scuola Romana tra le due guerre, ossia le nuove vie della sensibilità, dell’emotività, della creatività.
La mostra, nella sua concentrata esposizione, vuole essere una presentazione del leitmotiv che sottende alle scelte collezionistiche del Galluppi ed una introduzione alle ricerche sul nuovo prestigioso fondo museale.

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sonia melideo
mostra visitata il 17.XII.2002


dal 15.XII.2002 al 23.II.2003
Enrico Galluppi collezionista – opere dall’Ottocento al Novecento. Musei Civici, p.zza Toschi Mosca, 29, centro storico, Pesaro. A cura di Giancarlo Bojani, Francesco Vossilla.
Orario: martedì-mercoledì 9.30-12.30, da giovedì a domenica 9.30-12.30/16-19, chiuso lunedì. Ingresso: museo e mostra € 4. Catalogo Silvana Editoriale € 20. Info 0721 387474-370956


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