Categorie: marcheabruzzi

fino al 24.I.2010 | Ritratti e paesaggi | Pesaro, Centro Arti Visive Pescheria

di - 14 Gennaio 2010
Spiccano appese a un’unica parete di un vivace rosso
pompeiano, a evocare la consueta collocazione domestico-signorile della
quadreria, alcune delle opere appartenenti alla collezione dell’imprenditore
Gastone Bertozzini. Opere che si concedono così, per questa volta, al pubblico
godimento.
E di godimento si tratta realmente quando si osserva il
languido sguardo della dame di Giovanni Boldini o, per rimanere nell’ambito della belle époque, quando ci si sofferma sul Ritratto
di gentiluomo
di Paolo
Troubetzkoy
o
sull’emaciato volto della convalescente di Giuseppe De Nittis.
La carrellata di ritratti, oltre a comprendere opere di
celebrati artisti italiani, quali il toscano Ottone Rosai e il napoletano Domenico
Morelli
, annovera
anche il Profilo di fanciulla del pesarese Vito D’Ancona. L’artista, formatosi ancora
nell’alveo dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, aderisce ben presto al
rivoluzionario movimento dei macchiaioli, i cui componenti – in ossequio al
repentino mutare dei tempi – in luogo delle accademie preferivano di gran lunga
ritrovarsi a discutere di pittura attorno ai tavoli del Caffè Michelangiolo.
Ribattezzato ironicamente l’“oracolo” dai suoi colleghi,
D’Ancona non resiste al fascino della Ville Lumière e, come altri artisti del
suo tempo, si trasferisce a Parigi, dove frequenta Boldini, De Nittis e i
migliori ambienti artistici e letterari. E la scelta del pittore è
difficilmente biasimabile, dato che la Francia all’epoca rappresentava una
fucina culturale, soprattutto se paragonata all’Italia, ancora lacerata da
divisioni e conflitti interni. La frammentarietà politica nostrana diede
tuttavia esito a correnti artistiche e stili diversi, a volte di respiro
regionale o persino “municipale”.
L’eclettismo stilistico del periodo è dimostrato anche
dalla selezione dei paesaggi in mostra, dove gli scanzonati rituali della
vendemmia di Francesco Gioli e della mietitura di Pietro Barucci si accostano alle silenziose
marine o agli scorci dei paesi immortalati da Anselmo Bucci durante il leggendario Giro
d’Italia del 1940: il primo vinto da Fausto Coppi, poche ore prima
dell’annuncio dell’entrata in guerra. Bucci fissa così l’ultimo istante di
un’Italia in pace.
Grazie alla revisione critica che negli ultimi anni ne ha
riabilitato l’importanza, il periodo compreso tra l’ultimo scorcio dell’Ottocento
e l’inizio del Novecento è da qualche tempo sotto i riflettori del pubblico,
complici anche le ultime esposizioni temporanee, come la recente mostra di
Ferrara dedicata a Boldini.

Nel nostro caso, la collezione esposta in Pescheria non è
certo bastevole a ricostruire tutti i cruciali passaggi dell’epoca. Tuttavia
esprime il gusto di un collezionista che, ben prima che divenisse di moda, si
era già appassionato a un’arte libera dalle esigenze dei committenti e
obbediente solo ai dettami della passione.

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Boldini
a Ferrara

laura tesei
mostra visitata il 29 dicembre 2009


dal 28 novembre 2009 al 24 gennaio 2010
Ritratti e
paesaggi nell’arte italiana tra ’800 e ’900
a cura di Ludovico Pratesi
Centro Arti Visive Pescheria
Corso XI settembre, 184 – 61100 Pesaro (PU)
Ingresso libero
Catalogo disponibile
Info: tel. +39 0721387651; fax +39 0721387652; centroartivisive@comune.pesaro.ps.it; www.centroartivisivepescheria.it

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