Per il terzo appuntamento della rassegna I pesci abboccano se non amano Mauro Bianchini ha scelto un giovanissimo artista pescarese: Matteo Fato.
Entrando nel piccolo, ma glorioso spazio di Franco Marconi questa volta la cosa che colpisce subito è la musica, si comprende immediatamente che quello che sembra essere un delicatissimo notturno di Chopin non può solo accompagnare il vocìo delle persone presenti all’inaugurazione ma deve essere sicuramente parte di qualche cosa di molto più ampio.
In effetti è così, quello che abbiamo sentito non è un notturno di Chopin, ma la colonna sonora della Leggenda del Pianista sull’oceano di Tornatore, film che ha ispirato la videoinstallazione del giovanissimo artista.
La delicatezza della musica si confonde con il lirismo delle immagini, i fotogrammi originali del film si mescolano e fondono con dei disegni in bianco e nero. La scena è sicuramente una delle più romantiche e toccanti del film: il pianista incidendo un disco comincia ad improvvisare una musica dolcissima, ispirato da una donna che in quel momento vede attraverso un oblò. Il tutto dura solo qualche minuto, ma la carica emozionale è tale che sembra un momento eterno.
L’intervento dell’artista si svolge con più di ottocento disegni, tutti eseguiti al computer per mezzo di una penna grafica, in cui riprende i fotogrammi del film, rispettandone i tagli e le inquadrature, ma mettendone in evidenza alcuni particolari, alcune relazioni di luce e di ombra che alla macchina da presa per ovvi motivi sfuggono. L’effetto è straordinario, anche grazie al montaggio fatto in maniera magistrale in cui gli interventi pittorici si sostituiscono in maniera garbata ai fotogrammi originali; gli intervalli giusti e mirati, la straordinaria delicatezza del tratto contribuiscono sicuramente ad accrescere l’effetto poetico di quello che di per sé è già un capolavoro. Va osservato che l’intervento di Fato, è una vera e propria volontà di reinterpretazione del linguaggio cinematografico attraverso la propria arte, con lo scopo di mettere in evidenza attraverso il suo tratto emozioni e particolari che altrimenti sfuggirebbero all’osservatore.
Sfortunatamente quella di Fato è solo una toccata e fuga, una piccola irruzione nel panorama delle mostre primaverili marchigiane. Il video infatti è stato proiettato nel formato originale (16/9) solo per l’inaugurazione, ma ancora per qualche giorno c’è la possibilità di vederlo in videocassetta, accompagnato da parte degli oltre ottocento frame utilizzati dall’artista per il montaggio.
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