Categorie: marcheabruzzi

fino al 24.X.2009 | Francesca Gentili | Macerata, Fuorizona

di - 22 Ottobre 2009
La sintesi e il suo dispetto. Solo in quest’accezione può
essere assaporato il senso dell’ultimo lavoro di Francesca Gentili (Macerata, 1970; vive a Roma e
Macerata). Un’esposizione
semplice e surreale, quasi asettica, amalgamata nelle tinte e nelle perpendicolarità
con lo spazio circostante.
Due lightbox a grandezza naturale si dividono e dividono
la scena in un gioco di simmetrie e variazioni prospettiche che molto somiglia
all’osservazione casuale, quasi come se queste figure fossero due passanti incrociati
all’orizzonte. Ma altrettanto forte è l’impressione di avere davanti degli
ultracorpi in vasche colme di una sostanza tra il liquido e l’aereo, in attesa
che la sperimentazione abbia inizio.
Due maestose teche quadrangolari campeggiano con la plasticità
della scultura. Nel cuore dello scrigno, il centro della riflessione
dell’artista: il corpo come forma non identificabile e assoluta, simbolo e
sostanza di un’identità senza definizione e per questo con i tratti
dell’umanità intera. Rigorose lastre di policarbonato trasparente, stampate con
un cosmogonico alito di impercettibile e frusciante dimensione corporea,
accostate come sfoglie di velina traslucida, messe in risalto dai neon e
compattate in un’onirica bidimensionalità a tutto tondo fatta di eterea,
impalpabile e allo stesso tempo pesantissima forma che appare e scompare dalla
vista al cambiare della prospettiva.
Il bianco è il tono che regna incontrastato, a rafforzare
l’indefinito e il vago, ma anche come tinta che racchiude tutte le altre, così
come in questi umanoidi da appartamento possiamo specchiarci e ritrovare i
tratti dell’idea di noi stessi come dell’altro al di fuori di noi. Un uomo e
una donna. L’uomo e la donna. La carne e lo spirito. La carne dello spirito.
La concentrazione sull’interiorità trasuda prepotentemente
anche dall’olio dei ritratti: sguardi enigmatici, intensamente diretti, smorfie
di riso o dolore conferiscono spessore alle tinte ai confini del pastello.
Linee morbide, accennate in figure diafane, concretamente evanescenti,
altezzosamente assenti nella loro presenza spaziale.
L’umano e l’umanoide. L’umano è l’umanoide derivato dalla
trasformazione-degenerazione operata su di esso da tecnologia e biogenetica. La
trasformazione artificiale lo avvicina all’idea di alieno come essere
misterioso, che viene da lontano, ma anche come essere vivente alienato dalla
sua sostanza originaria.
Numerosi i rimandi alle icone più canoniche del mondo
della fantascienza, che tracciano la linea di congiunzione con le opere
precedenti dell’artista, lungo un cammino che percorre e precorre la
manipolazione per arrivare alla sostanza autentica.

Il tentativo di sintesi, la
ricerca di un valore universale, della stessa definizione di umanità si
uniscono a una sottile riflessione sulle trasformazioni dell’uomo e della
società, che vede l’altro diventare una parte dell’intero e da esso essere
generata e stravolta.

articoli correlati
Francesca Gentili a
Monteprandone

carmelita tesone
mostra visitata il 16 ottobre 2009

dal 3 ottobre al 24 ottobre 2009
Francesca Gentili – Sospensioni
a cura di Cristina Petrelli

Galleria Fuorizona
Arte Contemporanea


Via Padre Matteo
Ricci, 74-76 (zona Scalette) – 62100 Macerata


Orario: da martedì a
sabato ore 16-20


Ingresso libero

Info: tel./fax +39
0733230818;
fuorizona_ac@yahoo.it; www.fuorizona.org


[exibart]


Articoli recenti

  • Mostre

Tutto quello che non serve (più) diventa arte da Spazio Punch, a Venezia

Da un vecchio cappotto a un guantone da pugilato: la nuova mostra di Spazio Punch —visitabile fino al 10 gennaio…

2 Gennaio 2026 0:02
  • Cinema

L’anno che verrà, al cinema: i film più attesi del 2026

Grandi ritorni, blockbuster e nuove mitologie del maxi schermo. L’agenda dei titoli imperdibili, da gennaio a dicembre

1 Gennaio 2026 17:46
  • Attualità

Nel Capodanno di Amsterdam va in fiamme la Vondelkerk, capolavoro del neogotico

Un incendio nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio ha gravemente danneggiato la Vondelkerk, chiesa progettata da…

1 Gennaio 2026 17:42
  • Arte moderna

Sargent: il lampo che abbagliò Parigi. Ora in mostra al Musée d’Orsay

Nel centenario della sua morte, il Musée d’Orsay dedica la prima grande monografica francese a John Singer Sargent, restituendo alla…

1 Gennaio 2026 16:00
  • Libri ed editoria

L’AI spopola nella moda. E un nuovo progetto editoriale la racconta

FORGET AI è il primo magazine di moda cartaceo interamente generato attraverso processi di intelligenza artificiale. E sembra dirci che…

1 Gennaio 2026 14:00
  • Arte contemporanea

In Tasmania c’è una nuova installazione permanente di Anselm Kiefer

A Hobart, il museo MONA dell’eccentrico collezionista David Walsh ha presentato una nuova installazione permanente e immersiva di Anselm Kiefer,…

1 Gennaio 2026 11:30