Il terzo appuntamento del ciclo White Project propone uno spostamento totale del senso dell’arte. Il progetto espositivo che nei mesi scorsi si è incentrato sul confronto serrato tra diverse identità pittoriche che spaziavano da un iperrealismo estremamente concettualizzato (Consorti, Memeo, Restano) ad un’interpretazione più intima della pittura (Walsh), vede ora come protagonista la visione ludica di Nicola Bolla.
Come egli stesso afferma, il suo bisogno di fare arte nasce in primo luogo dalla volontà irrefrenabile di possedere e collezionare
Anche gli animali sono quindi il risultato di un’arte che esce dal concettualismo in senso puro e ritrova il gusto dell’oggetto ed il valore della manualità e della rappresentazione. A questo proposito egli stesso afferma: Eseguo prima un progetto su carta che però è ben chiaro nella mia mente, in questa fase so già il materiale che utilizzerò. Ritenendo molto importante non solo la qualità culturale ma anche quella formale, mi avvalgo della collaborazione di artigiani specializzati e di alcuni assistenti per la realizzazione.
La galleria si trasforma in una sorta di Wunderkammer, la stanza delle meraviglie piena di oggetti impossibili. Migliaia di carte da gioco sagomate in forma ovoidale danno quindi vita a enormi struzzi e pappagalli. Nulla è lasciato al caso, ma ogni carta viene scelta ed accostata alle altre in base al colore del seme, ed alla pienezza della propria texture, in modo da rendere in maniera pressoché perfetta il senso del piumaggio di un uccello. Le dimensioni naturali dei volatili e le loro posture perfette li fanno sembrare pronti al volo o alla corsa.
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