Quella di Minelli è una graffiti art concettuale, per
cui una delle caratteristiche fondamentali è il cortocircuito semantico creato
dalla giustapposizione di alcune parole a determinati luoghi. Cortocircuito che
è caratteristica comune a Contradiction,
serie di scatti che documentano i suoi interventi pubblici in Cambogia e
Vietnam (2007): facebook, myspace, flickr, nomi delle strapopolari piazze virtuali che campeggiano su
strutture fatiscenti di aree rimaste a lungo isolate.
LibertĂ di sconfinare in altri linguaggi artistici,
come mostrano le fotografie, intese sia come documento visivo dei suoi
interventi che come mezzo espressivo. Negli scatti Polaroid la parola è assente;
Minelli delega allo sguardo la possibilità di dire e restituisce a noi la possibilità di vedere. Il silenzio dell’artista si fa denso di significati: sono
flash di viaggi in Israele, Palestina, Giordania (2007), Marocco, Mauritania,
Mali (2008) Ungheria, Ucraina, Romania, Serbia, Bosnia (2009), aree segnate da
conflitti recenti (conflitto serbo-bosniaco, 1991-95) o ancora in atto
(conflitto arabo-palestinese) e da colpi di stato militari come quello in
Mauritania, nel 2008, negli stessi giorni in cui Minelli era in quei luoghi, e
che lo spinge a un intervento artistico immediato: scrive in bianco su una nave
militare Democracy.
Oltre alle fotografie e agli esempi di interventi
pubblici e urbani, sono esposti alcune opere pittoriche e collage, questi
ultimi realizzati da “parole in libertà ”, o meglio elenchi di parole accostate
senza una reale logica, combinati a oggetti e materiali raccolti durante i viaggi:
la targa di un’auto esplosa nel Sahara, il badge di un poliziotto della
Cambogia, ritagli di giornale con le immagini di Stalin. Scritte il cui
supporto stavolta non è il muro di una casa o il ferro di una nave, ma una
carta che mostra bruciature o segni di utilizzo, o ancora carta ricavata dallo
sterco di elefante, prodotta nello Sri Lanka.
Parole, scritte, nomi carichi di significato, ma
fuori contesto; calembour e giochi in rima fanno di Minelli un giocoliere
smaliziato tra immagine e parola.
articoli
correlati
Minelli
al Festival Fotografia
mostra visitata il 2 dicembre 2010
dal
27 novembre 2010 al 29 gennaio 2011
Filippo
Minelli – Vipassana
a cura di Stefano Verri
Galleria White Project
Piazza Garibaldi, 7 – 65127 Pescara
Orario: da martedì a sabato ore 11-19
Ingresso libero
Info: tel. +39 0859151744; info@whiteproject.net;
www.whiteproject.net
[exibart]
I temi psicosociali sono il mio centro di attenzione: le relazioni, i bisogni, il “momento decisionale” sono elementi ricorrenti
A Venezia, fino al 12 aprile 2026, la mostra curata da Luigi Prestinenza Puglisi mette in dialogo il progetto per…
Dadamaino, Schifano, Lichtenstein, Nara. I grandi protagonisti dell’arte moderna e contemporanea si incontrano in un catalogo che fonde titoli iconici…
Un busto del Cristo Salvatore, conservato nella basilica di Sant’Agnese a Roma e prima attribuito a un anonimo scultore del…
Un progetto espositivo che unisce il gesto sartoriale della stilista alla scrittura asemantica dell’artista. La collezione #WWWWOMANWORDWRITINGFW26/27 trasforma il corpo…
A Bergamo, l’Accademia Carrara ripercorre sette secoli di storia dei tarocchi, dalle corti rinascimentali alla contemporaneitĂ , riunendo per la prima…