Negli splendidi locali della mole Vanvitelliana di Ancona è possibile ammirare una delle più grandi rassegne dedicate a gioielli ed oreficeria. E` quasi d’obbligo specificare che non si tratta di una rassegna dedicata all’artigianato orafo ma che si tratta di una vera e pro pria mostra storica. La mostra curata da Enrico Crispolti ci propone un percorso particolarissimo all’interno della storia dell’arte italiana della seconda metà del novecento fatta, non attraverso i quadri o le sculture di grandi artisti, ma attraverso quella che a volte a torto viene considerata la loro produzione minore, il gioiello. La rassegna ci ripropone e soprattutto mette a confronto, le diverse letture che gli orafi-artisti e gli artisti-orafi hanno dato negli ultimi cinquanta anni delle diverse ricerche artistiche. Passeggiando attraverso le minimali teche di vetro si ripercorrono quindi le tappe delle tendenze storiche dell’arte contemporanea acquistando coscienza di come gli stilemi delle arti figurative e plastiche invadono la nostra vita quotidiana diventando parte integrante della storia del costume ma soprattutto della diversa esplorazione estetico-formale dell’artista che si rivolge verso un’ orizzonte nuovo, ai più sconosciuto.
La rassegna ha un itinerario prettamente storico che in quattro sezioni affronta il problema della creazione orafa, fatta da artisti che si cimentano col gioiello, o da orafi professionisti che portano avanti una loro personale ricerca artistica. Si muove quindi dalle esperienze della prima metà del ventesimo secolo, dove si trovano in una sorta di confronto dialettico le esperienze dell’arte concreta e quelle ricerche dedicate soprattutto alla plasticità della materia, passando per gli anni cinquanta dove le stesse ricerche formali vengono effettuate da una nuova generazione di artisti.
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