Anche quest’anno il premio Michetti si riconferma una manifestazione di prestigio, merito senz’altro di un’amministrazione efficiente che negli ultimi anni è riuscita a valorizzare adeguatamente un museo come il Mumi e un territorio che, fino a poco tempo fa, era ancora ai margini dell’arte contemporanea.
A curare la mostra per il 2006 è Philippe Daverio, antropologo e storico dell’arte che è stato membro della giuria già nelle passate edizioni. Più di cento artisti, molti dei quali provenienti dall’esperienza del Padiglione Italia 13 x 17, sono stati catalogati in tre sezioni secondo criteri appartenenti all’antropologia culturale. Le prime due sezioni, De Rerum Natura e Per una altra questione fotografica, sono da considerarsi percorsi esterni, che raccolgono poetiche diverse ma parallele. Nella prima, troviamo artisti che s’incontrano in un’esposizione per la prima volta, tra cui è opportuno segnalare il primordialista Giuliano Mauri (Lodi, 1938) che utilizza legno, sterco e corda, per creare strutture architettoniche vegetali, ben lontane da chi le ha definite un intervento di land art. Così, come nell’opera di Lucrezio, ci s’interroga sui meccanismi che sono alla base di ogni forma di vita, come sembra suggerirci l’istallazione Cromosoma n. 040605 di Enrico Tommaso de Paris (Mel – Belluno, 1960) che ha esposto il progetto già in occasione della 51° Biennale di Venezia.
È però la terza sezione quella più interessante e scenografica, ovvero quella che vede classificata l’intera penisola in Mediterranei – Barocchi, Felsini – Morbidi, Adriatici – Bizantini, Insubri – Espressionisti ed Etruschi – Materici. Tr
Menzione a parte merita l’allestimento, voluto da Daverio. È il più barocco e teatrale possibile, per enfatizzare il livello semantico delle opere in mostra oltre che per dare spazio ad una creatività fuori dal banale. Infine, accanto alla mostra dedicata al 57° premio Michetti, la possibilità di visitare la retrospettiva sulla famiglia de Chirico e fruire di una serie di spettacoli serali gratuiti, che si concluderanno con un monologo di Alessandro Gassman il primo settembre.
valentina rapino
mostra visitata il 29 luglio 2006
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una mostra cosi è difficile da recensire...
perchè cadere cosi in basso.
forse la risposta sta nel nome di chi la recensisce?
Csoa c'avete contro la Rapino, c'è ben poco di meglio sulla costa est
l'ho trovata dispersiva ed eccessiva..per quanto riguarda la parte espositiva..alcune opere sul figurativo mi hanno colpito particolarmente..molte altre le ho trovate insignificanti..
Ho trovato la mostra sovraccarica e insignificante; tra i figurativi solo qualche artista interessante che ha ancora cose da dire. Il resto è solo NOIA