L’arte contemporanea esce dai musei? Ebbene finalmente anche i libri escono dalle biblioteche. Non stiamo parlando del fenomeno book crossing, ma di preziosissimi e antichissimi testi dal valore davvero inestimabile esposti in occasione della mostra Collectio Thesauri. Sapientemente curata da Mauro Mei, che già nel 1999 con Bibliotheca Mundi aveva colto la ricchezza delle collezioni bibliografiche delle Marche, la mostra ha richiesto cinque anni di preparazione coinvolgendo 17 biblioteche storiche marchigiane -oltre alla Biblioteca Vaticana- e portando alla luce ben 370 opere. Un percorso che in realtà si divide in due sezioni: a Jesi si ripercorre la storia della tipografia marchigiana fino al XV secolo, nell’appropriata cornice del Museo della Stampa, mentre ad Ancona presso la Mole Vanvitelliana è collocato il nucleo più consistente delle opere.
Complice un suggestivo allestimento che giustamente trae la sua forza dal potenziale estetico della stuttura di Vanvitelli, un’atmosfera di silenziosa e certosina pazienza aleggia appena varcato l’ingresso e accompagna il visitatore attraverso i manoscritti vergati più di mille anni fa dai monaci del monastero di Fonte Avellana. Mentre
Attraverso un percorso espositivo diviso su due piani e 18 sale lo sguardo è incuriosito da erbari, affascinato da bellissimi libri d’Ore, incunaboli, carte geografiche e globi. Dall’edizione rarissima dei Trionfi di Petrarca stampata da Manuzio, alla prima edizione illustrata di Pinocchio; dalla raffinata e imponente acquaforte di Hogenberg lunga ben 12 metri, alle tavole colorate di Hamilton per i Campi Phlegraei, fino all’Hypnerotomachia Poliphili, vero capolavoro tipografico e incisorio di tutti i tempi.
Ultima in ordine allestitivo, ma non certo meno interessante, la sezione dedicata ad incisioni e disegni è infatti una delle parti più affascinanti della Collectio, con le acquaforti di Rembrant, i disegni di Canova e Luca Signorelli, ma anche di Cagli, Guttuso, o Rosai; con le bellissime tavole colorate di Gherardo Cibo ed i deliziosi trompe l’oil di Gentiluccio Rocchi. Purtroppo non sono ancora state allestite alcune opere annunciate e già incluse nel catalogo. L’assenza non può certo passare inosservata trattandosi di un disegno preparatorio di Raffaello, o dei capolavori incisori di Piranesi, solo per fare due esempi.
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mostra visitata il 15 febbraio 2004
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