Il premio “La ginestra d’oro del Conero”, dal 1966 importantissimo appuntamento per la cultura marchigiana, quest’anno è stato assegnato allo scultore Mauro Staccioli ed al light designer Pepi Morgia per il loro progetto di arrichimento del parco opere dell’Hotel Emilia Di Portonovo (AN).
Sculture come alberi o meglio, come parti di una natura vissuta ed amata in tutta la sua completezza. Nella splendida terrazza a picco sul mare dell’Hotel Villa Emilia, tra la lussureggiante vegetazione, ecco spuntare quasi all’improvviso, ma con enorme forza, le sculture di Mauro Staccioli.
Come una farfalla mimetizzata su una pianta, o su un muro, le opere dello scultore toscano sembrano emergere a poco a poco, mentre l’occhio lentamente si abitua a distinguere cosa è parte del reale paesaggio e cosa invece, è semplice prodotto della mano dello scultore.
Sarà per via dei materiali, quel ferro rosso brunito o il legno chiarissimo di cedro, oppure semplicemente per quel tanto di humus naturale, quasi biologico che le sue sculture possiedono. Fatto sta che Staccioli affronta, ancora una volta, la sfida con il paesaggio, con l’ambiente, e ancora una volta ne esce vincitore. Ma attenzione: la sfida non è vinta per la compenetrazione seppur difficile da realizzare del binomio arte-natura. E’ vinta perché l’artista rimane intimamente fedele alla sua idea di arte, fatta di osservazione, di tecnica, di materiale. Esprimere la forza poetica del legno, del ferro, del marmo, con quelle forme dure, allungate ed allo stesso tempo dolci e quasi delicate, è sempre stato tra gli obiettivi principali dell’artista.
Collateralmente all’iniziativa segnaliamo anche la mostra dedicata ai progetti di Mauro Staccioli presso il Centro Espositivo Parco del Conero di Sirolo.
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